TURCHIA, ABUSI SUI PICCOLI RIFUGIATI SIRIANI DEL CAMPO PROFUGHI DI NIZIP Il campo il 23 aprile scorso è stato visitato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel

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Sono una trentina i piccoli rifugiati siriani, di età compresa tra 8 e 12 anni, che hanno subito abusi sessuali da un addetto alle pulizie nel campo profughi di Nizip, nella provincia sudorientale turca di Gaziantep, lo stesso che il 23 aprile scorso è stato visitato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel con lo scopo di rilanciare il discusso accordo sui migranti raggiunto il 18 marzo tra l’Unione Europea e Ankara, e di convincere quest’ultima a rispettare tutti gli impegni assunti.

A denunciare gli abusi, il quotidiano Birgun, secondo cui il pedofilo avrebbe confessato di avere molestato decine di bambini, violenze avvenute intorno al settembre dello scorso anno e durate circa 3 mesi.

Il campo profughi di Nizip può ospitare fino a 14 mila persone e  la gestione della struttura è affidata all’Afad, l’autorità governativa turca che gestisce le emergenze. Le indagini sarebbero partite grazie alle denunce delle stesse famiglie di 8 bambini vittime di abusi. In In molti, al contrario, hanno raccontato di non aver voluto denunciare le violenze sui figli per paura di essere cacciati o di perdere il diritto di richiedere asilo in Turchia.

Secondo i primi risultati delle indagini, le violenze sarebbero avvenute nei bagni, nei lavatoi e in altre zone del campo non controllate dalle telecamere di sicurezza. Il pedofilo ora si trova in carcere e ha confessato alla polizia che avrebbe abusato delle sue vittime promettendogli delle “ricompense” con piccole somme di denaro, circa 1 euro e 50. Oltre alle denunce delle famiglie, a fermare il pedofilo sono state anche le indagini di alcuni militari che sorvegliavano il campo e che hanno capito che qualcosa di strano srtava accadendo ai bambini ospiti del campo profughi.

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