FIRENZE, ECCO LE LETTERE TRA MICHELANGELO E L’AMICO VASARI La mostra si apre con una prima sezione dedicata alla storia dell’eredità di Giorgio Vasari

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michelangelo

Palazzo Medici Riccardi ospita una mostra unica, nella quale verranno esposte le lettere private di Michelangelo Buonarroti “all’amico caro messer Giorgio” Vasari, tutte provenienti dall’archivio del Museo Casa dedicato in Arezzo al celebre architetto e autore delle “Vite”. La mostra sarà aperta al pubblico fino a 24 luglio ed è stata curata da Elena Capretti e Sergio Risaliti.

L’esposizione si concentra tutta sul rapporto stretto, molto personale, tra i due grandi artisti, testimoniato dal fitto carteggio esposto nell’ambito della rassegna e incentrato su un corpo di lettere autografe inviate tra il 1550 e il 1557 da Michelangelo al Vasari. La mostra permette al pubblico di ammirare questo importante corpus documentario, “un lembo del secolo d’oro” come lo definì il giornalista e scrittore Ugo Ojetti sulle pagine del Corriere della Sera nel 1908 quando Giovanni Poggi, allora Direttore del Museo Nazionale del Bargello, lo rinvenne nell’archivio Spinelli di Arezzo.

Nelle carte, Michelangelo – ormai anziano – parla della nascita del nipote, affronta il trauma della morte dell’assistente Urbino, si vergogna degli errori commessi nel cantiere di San Pietro e si rammarica di non poter tornare a Firenze, come vorrebbero l’amico Vasari e lo stesso Cosimo I.

La mostra si apre con una prima sezione dedicata alla storia dell’eredità di Giorgio Vasari, del suo archivio e, più in generale, della sua memoria come si esprime nella complessa relazione tra il corpus documentario, la biografia vasariana e le vicende ereditarie. La sezione seguente espone le lettere che documentano il rapporto privilegiato che Giorgio Vasari intrattiene con il suo principale committente Cosimo I de’ Medici, ma anche i sodalizi instaurati con letterati ed eruditi del tempo come Paolo Giovio, Annibal Caro, Vincenzo Borghini, Cosimo Bartoli, Pietro Bembo e Pietro Aretino. Il percorso espositivo prosegue raccontando come nasce l’idea e la storia de Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori, che Vasari pubblica a Firenze in due edizioni, entrambe con una dedica al duca Cosimo I de’ Medici: la prima uscita nel 1550 nei tipi di Lorenzo Torrentino e la seconda, ampliata e corredata dei ritratti incisi degli artisti, edita dai Giunti. L’ultima sezione della mostra focalizza il rapporto personale e ravvicinato tra i due artisti, una relazione amicale che intorno al 1550, anno della pubblicazione dell’edizione Torrentiniana delle “Vite”, si intensifica fino a diventare familiare.

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