DEMOCRAZIA RELATIVA

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2016

Ormai la democrazia in Italia è diventata proprio relativa. Le leggi che dovrebbero contenere in se stesse il valore della giustizia e della verità, di fatto sono ridotte a conclamati strumenti di arrivismo al fine di compiacere qualche parte politica o addirittura qualche furbetto del quartiere dei potenti.

La legislatura perde e si snatura dinanzi alle più evidenti forzature che si ripropongono continuamente a colpi di fiducia; viene così meno il fondamentale compito di un legislatore e cioè quello di attingere scrupolosamente a qualsiasi contributo al fine di realizzare norme che almeno possano rispondere al vero bene della collettività. Tutto ciò invece è stato per l’ennesima volta calpestato dal richiedere la fiducia sulle unioni civili.

Una scelta assurda considerando che al di là di qualsiasi Commissione e opposizione alla fine avrebbe comunque ricevuto la maggioranza. Questa imposizione ha più l’aria di una sfida e di un dannoso indurimento verso l’Oltretevere; almeno così si vocifera… e forse se dovessimo analizzare più attentamente potremmo scoprire che le “vocine” non avrebbero torto.

Il risultato di tutto ciò, ed è questo che ci inorridisce, sarà questa ennesima legge contro la famiglia, un altro calcio al nucleo fondante della società e un ulteriore abbattimento di quei principi ritenuti ormai superati.

Il soggetto determina la verità in ogni ambito e così in questa orribile dittatura del relativismo pratico abbiamo almeno il dovere di sperare e di pregare che nuove generazioni sappiano un giorno ricostruire e recuperare ciò che noi stiamo del tutto distruggendo.

 

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7 COMMENTS

  1. In questa silenziosa dittatura del relativismo alcuni elogiano una legge che va contro la natura della famiglia…chissà se qualcuno avrà il coraggio di fare una legge a tutela della famiglia e soprattutto dei figli!

  2. E’ verissimo , è una vergogna, siamo ai tempi di Sodoma e Gomorra. non ci sono più i veri valori. cristiani e morali, o ci sono solo in apparenza. Domani è la festa della Vergine di Fatima, pregherò in modo particolare per la famiglia e per il mondo.

    Grazie Don Aldo

  3. La democrazia è il peggior sistema politico, esclusi tutti gli altri (Winston Churcill 1948)
    Quando si eleva a divinità il “diritto dell’uomo della strada” ad eleggere con il proprio criterio, non ci si può attendere risultati diversi da quelli di oggi.
    Purtroppo l’attuale sistema non permette di discriminare i cittadini secondo la capacità di discernimento ed il voto di un alcoolizzato o drogato o plagiato vale quanto quello di un cittadino coscienzioso e sensibile ai problemi della comunità in cui vive.
    Ed un imbroglione in gamba riuscirà sempre a sopraffare i concittadini in buona fede ma ingenui.
    Ciò che è successo ieri lo conferma.
    Pregare? non basta.
    Giacomo 2,24 Vedete che l’uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede.

  4. Condivido pienamente il parere del Sig. Giglio Reduzzi. Un solo appunto: perché gerarchia con la g maiuscola?
    Abbiamo più che mai bisogno di rispetto sostanziale e non formale.
    Maurizio Libori

  5. Ho dimenticato di concludere.
    Quindi “tiriamoci su le maniche”, magari come faceva Don Camillo! che quando le tirava su non era precisamente per lavarsi le mani e bagnare i polsini!!

  6. Con tutto il rispetto per Don Aldo, persona per cui nutro una sincera ammirazione, trovo questo suo ultimo editoriale assai poco convincente. Fermo restando che è vero che il governo Renzi ricorre con troppa disinvoltura al voto di fiducia per affrettare le scadenze, che cosa si vuole sostenere? Che la legge sulle unioni civili doveva passare senza bisogno del voto di fiducia per meglio ridiscuterla e magari modificarla ulteriormente? E se le cose stanno così, qualcuno potrebbe spiegarmi quale sarebbe la legge adeguata, magari gradita anche al mondo cattolico, per disciplinare al meglio le convivenze tra persone dello stesso sesso senza minare la famiglia tradizionale? Sono vent’anni che gli omosessuali aspettano una normativa che disciplini la loro convivenza, non si capisce su quali basi uno stato laico debba negare loro tale diritto. Chi si oppone a questa legge invece, non ha mai fatto alcuna proposta alternativa.

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