MAXI SEQUESTRO DA 25 MILIONI ALLA NUOVA JOINT VENTURE DEL CRIMINE Sigilli a diversi locali del centro di Roma. Il gruppo è composto da membri della 'ndrangheta, della camorra e del clan Casamonica

764
documenti falsi

Beni per 25 milioni euro riconducibili a soggetti legati a camorra, ‘ndrangheta e ai Casamonica sono stati sequestrati a Roma. Nella stessa operazione sono stati posti i sigilli a diversi locali situati nei pressi del Vaticano. Tra questi in particolare, i bar “Pio Er Caffè” e “L’Angolo d’Oro” nonché il ristorante “Hostaria Sora Franca” intestati formalmente a terzi – tra cui due cittadini cinesi – e una trattoria a Trastevere, formalmente intestata a una cittadina romena e ad una cittadina ucraina. Sigilli anche ad una palestra e un negozio a Ciampino, riconducibili al clan dei Casamonica.

L’attività è il frutto di un’indagine patrimoniale, della Divisione Polizia Anticrimine che si è avvalsa del personale della Squadra Mobile, di 28 Commissariati e delle Divisioni Polizia Anticimine delle Questure di Avellino, Benevento, Caserta, Frosinone, Grosseto, Milano, Parma, Perugia, Pordenone, Reggio Calabria, Torino e Treviso. Il sequestro è scattato nei confronti di beni riconducibili a nove persone “dall’elevato spessore criminale” e coinvolti “a più riprese in alcune attività investigative per delitti di particolare gravità, commessi anche in forma associativa, quali traffico e spaccio di stupefacente del tipo cocaina, proveniente dalla Calabria e destinata al mercato romano”.

Dalle indagini emerge una vera e propria joint-venture criminale dedita non solo al traffico di stupefacenti ma anche ad usura, estorsioni, riciclaggio. Si tratta di un nuovo gruppo criminale trasversale, comprendente esponenti della ‘ndrangheta, della camorra e della nota famiglia Casamonica, che si accordano formando di fatto una società d’interessi illeciti, finalizzata a riciclare nella città di Roma i rispettivi profitti, di cui è stato effettuato il sequestro. Il giudice nel provvedimento di sequestro parla di “pericolosità qualificata” dei soggetti “poiché gli stessi – anche quando non siano direttamente appartenenti ad associazioni di stampo ‘ndranghetista – sono tuttavia pronti ad agevolare tali associazioni ed inoltre attuano altresì attività di riciclaggio”. Le stesse società sequestrate, nel provvedimento sono indicate come “contenitori per la gestione di capitali provenienti da attività delittuose le cui prerogative sono anche quelle di costituire uno schermo atto a neutralizzare eventuali azioni giudiziarie ablative, di massimizzare, se possibile, ulteriormente i profitti ed offrire un volto presentabile di ‘colletti bianchi’ capaci di contrattare con l’imprenditoria, ma anche con la pubblica amministrazione”.

 

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS