PIANO DELLA CAMORRA PER UCCIDERE IL PROCURATORE COLANGELO Lo ha rivelato un collaboratore di giustizia agli inquirenti della dda di Bari, coordinati dal pm Roberto Rossi

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Sarebbe stato utilizzato per uccidere il procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo, il tritolo, oltre mezzo chilo, sequestrato qualche giorno fa dalla Squadra mobile di Bari, insieme ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Un pregiudicato di Gioia del Colle, Amilcare Monti Condesnitt, 47 anni, lo aveva nascosto tra i cespugli della sua tenuta. È stato fermato insieme al suo braccio destro, Francesco Paolo Ciccarone, 40 anni, di Santeramo in Colle, Antonio Saponaro, 35 anni, di Bari, Giuseppe Piscopo, 24 anni, di Bitonto e il 33enne Paolo Paterno di Bari, per detenzione e porto di armi da sparo ed esplosivo. Condesnitt, ha precedenti di condanna a 17 anni di reclusione per traffico di armi e di droga.

L’obiettivo è stato rivelata agli inquirenti, coordinati dal pm Roberto Rossi, da un collaboratore di giustizia originario del napoletano e vicino alla Sacra Corona Unita. Mentre era in cella, alla fine del 2015, sarebbe entrato in contatto con uomini della Camorra che avrebbero organizzato l’attentato al magistrato, che sembra sarebbe dovuto avvenire proprio a Gioia del Colle, dove il magistrato Colangelo abita.

Il clan che lo stava progettando aveva studiato gli spostamenti del capo della Procura di Napoli tra Puglia e Campania.

Il pm Rossi indagava sul tentato omicidio di Giuseppe Drago, avvenuto il 14 febbraio scorso nel quartiere San Pio di Bari.

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