Una sola famiglia

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Il popolo del Family Day chiede di riconoscere la famiglia fondata sul matrimonio come recita l’art. 29 della Costituzione. Molti dei partecipanti all’ultimo raduno erano non credenti che però credono nella famiglia. I politici e i vescovi erano veramente pochi. C’erano anche persone separate, vedovi, nonni, che non assomigliavano assolutamente a quelli del Mulino Bianco dopo avere viaggiato una notte intera sui pullman o treni.

La famiglia in tutte le culture è quella formata da un uomo e una donna che diventano genitori donando la vita ai loro figli. Qui non è un problema di giudicare ma di definire con chiarezza le diversità che ci sono nelle varie aggregazioni sociali. La famiglia fondata sul matrimonio non è uguale a una convivenza, o a una coppia omosessuale, o a un single. Tutte hanno la loro dignità, ma sono essenzialmente diverse. Certamente anche un singolo – pensiamo a un vedovo o semplicemente a una persona non sposata – può creare un ambiente familiare. E’ però altra cosa da un ambiente dove si cresce con un papà e una mamma, maschio e femmina, con dei fratelli, in un cammino di fedeltà e responsabilità sempre da rinnovare e aggiornare.

Le unioni omosessuali non rispondono al bisogno fondamentale ed essenziale del bambino di crescere con un padre e una madre come certificato dalla pedagogia, dalla psicologia e dalla stessa natura. La Casa Famiglia, nell’intuizione originaria, è costituita da una figura paterna e materna coniugati, oppure no che però non hanno rapporti sessuali e affettivi tra loro ma sono in uno spirito di fraternità e cammino comunitario che si ispira a una precisa spiritualità. Le Case Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII sono sicuramente originali ma, come ci ha insegnato il nostro fondatore, sono basate sull’amore tra un uomo e una donna, o su una mamma o un papà single, a volte consacrati, o anche – in pochi casi – su due figure femminili che si aiutano a condividere la vita con chi è senza famiglia ma senza quei rapporti carnali che, per chi è in un percorso di fede, sono esclusivo dono del sacramento del matrimonio.

Così come manifestano gli omosessuali e i sindacati, anche le famiglie normali hanno diritto di esprimere liberamente le loro opinioni in modo non violento. Le leggi che verranno approvate in questi anni su questi temi determineranno l’approccio culturale dei nostri giovani e delle società a venire.

Tratto da “Sempre”

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3 COMMENTS

  1. «La famiglia fondata sul matrimonio non è uguale a una convivenza, o a una coppia omosessuale, […]. Tutte hanno la loro dignità, ma…»
    Scusate, ma se il concubinato è peccato grave (condannato sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento), e addirittura i rapporti contro natura sono uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, non si può parlare di dignità!
    Penso a tutte quelle persone che sono riuscite, con la grazia e l’amore per il Signore, a liberarsi da queste situazioni: adesso sì che hanno una Dignità, la Dignità dei Figli di Dio!
    Come si può incoraggiare qualcuno a fare altrettanto, se gli diciamo che quello che fa è degno?
    Trovare tutti i modi per aiutare gli altri, sì, ma non dando dignità al peccato!
    Detto da uno che continuamente deve essere spronato nella scalata verso il Cielo

  2. Purtroppo siamo arrivati ad un tempo in cui non è il papà (che si può leggere anche senza accento) che rimprovera il figlio perché disubbidisce, ma il figlio che rimprovera il papà (che si può leggere ecc. ecc.) per non essere abbastanza severo.

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