ONDATA DI VIOLENZA NELLE FILIPPINE: ALMENO 10 MORTI NEL GIORNO DELLE ELEZIONI L'episodio più grave è avvenuto nelle prime ore della mattina a Rosario, una cittadina nei pressi della capitale Manila

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Sono almeno dieci le persone decedute a causa dell’ondata di violenza che si è abbattuta sulle Filippine nella giorno che eleggerà il nuovo presidente:una giornata segnata da assalti ai seggi, imboscate e furti di macchine contavoti. A riferire la situazione di emergenza le stesse autorità locali, che parlano però di episodi isolati e sostengono che il voto, che contempla anche il rinnovo di 18 mila amministratori locali, si stia in realtà svolgendo nella calma.

L’episodio più grave è avvenuto nelle prime ore della mattina a Rosario, una cittadina nei pressi della capitale Manila e molto nota per la violenza politica, dove 7 persone state uccise a colpi di arma da fuoco, come ha riportato l’ispettore capo Jonathan del Rosario, portavoce della task force della polizia che monitora le elezioni.

Situazione in bilico anche a Guindulungan, cittadina povera della provincia di Maguindanao, nel sud delle Filippine, dove i politici locali hanno eserciti privati: un uomo è stato ucciso all’interno di un seggio elettorale mentre si stava recando a votare. Sempre in quella zona, un passante è stato ucciso dal lancio di una granata in un mercato a Cotabato, grande città del sud vicina a Maguindanao. Nella vicina cittadina di Sultan Kudarat, roccaforte del principale gruppo ribelle islamista del Paese, 20 uomini hanno fatto irruzione in un seggio e portato via le macchine per il voto, secondo quanto riportato dal capo della polizia Esmael Madin.

Nella parte nord del Paese e più precisamente ad Abra gruppi armati di sostenitori di due candidati sindaci rivali si sono sparati, uccidendo una persona e ferendone due. La polizia, inoltre, ha arrestato due uomini e due donne armati dopo la sparatoria nella cittadina di Lagayan, a circa 350 chilometri da Manila.

Il commissario elettorale Rowena Guanzon ha specificato che la violenza non avrà nessuna conseguenza sui risultati e che si tratta di episodi avvenuti nelle solite “aree calde” dove c’è una massiccia presenza di forze dell’ordine. Anche il portavoce militare Noel Detoyato non è preoccupato: “Sono incidenti isolati. Hanno avuto un effetto minimo sullo svolgimento del voto”, ha detto. Nelle violenze pre elettorali, però, sono state uccise almeno 15 persone, secondo fonti della task force della polizia.

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