URNE APERTE NELLE FILIPPINE: SI VOTA PER ELEGGERE IL NUOVO PRESIDENTE Il favorito è rodrigo Duterte, ma per i suoi oppositori se dovesse vincere la democrazia nel Paese sarà in pericolo

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Seggi aperti nelle Filippine, dove la popolazione è chiamata a eleggere il nuovo presidente che molto probabilmente sarà Rodrigo Duterte. Infatti, il tribuno anti-establishment ha conquistato il favore dei votanti grazie alla sua campagna dai toni molto forti, durante la quale ha promesso di “macellare” i criminali che molto spesso fanno piombare nel terrore il Paese.

Duterte, a lungo sindaco della città meridionale di Davao, stacca i contendenti negli ultimi sondaggi e ha ipnotizzato milioni di persone con i suoi sproloqui conditi di parolacce e le promesse di soluzioni brutali, ma veloci ai problemi del Paese, criminalità e povertà. Duterte ha sconvolto la politica con le promesse di uccidere migliaia di criminali, le minacce di passare alla dittatura se il parlamento non gli obbedirà e le offerte di pace alla guerriglia comunista.

Per i suoi oppositori è a rischio la democrazia e con lui Paese si avvierebbe a una nuova dittatura trent’anni dopo la cacciata di Ferdinando Marcos. Il presidente uscente Benigno Aquino, la cui madre guidò il movimento popolare che portò alla destituzione di Marcos e poi fu capo dello Stato per sei anni, ha avvertito ripetutamente che il Paese è a rischio dittatura. Aquino, il cui mandato in base alla costituzione non può durare più di sei anni, ha ottenuto una crescita economica del sei per cento l’anno ed è stato lodato per la lotta alla corruzione. Ma per i critici ha fatto poco per cambiare il modello economico, basato una un ristretto numero di famiglie che controlla la quasi totalità delle imprese del Paese. Ha scelto come successore l’ex ministro degli interni Mar Roxas, anche lui rampollo di un’importante famiglia politica, che nei sondaggi rincorre Duterte insieme alla senatrice Grace Poe, figlia adottiva dei una star cinematografica. Il figlio di Marcos, omonimo del padre, è favorito per la vicepresidenza e si prepara a riportare in auge la famiglia. La campagna elettorale ha acceso violenze e tensioni: ci sono stati 15 morti quest’anno in scontri apertamente legati al voto, ma molte altre persone sono morte per violenze probabilmente collegate alla campagna.

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