LA GRECIA VOTA NUOVE MISURE DI AUSTERITY L'Eurogruppo di oggi potrebbe rappresentare l'ultima chance per evitare una nuova crisi

865

La Grecia tiene di nuovo l’Europa e i mercati col fiato sospeso, ma passi avanti verso le richieste dei creditori sono stati realizzati in queste ultime ore. In serata il parlamento greco ha infatti approvato ulteriori misure di austerità volte a sbloccare la seconda tranche del terzo piano di aiuti internazionali per 86 miliardi di euro prima dell’Eurogruppo straordinario di domani lunedì 9 maggio. Il via libera del parlamento – poche ore dopo che pesanti scontri erano scoppiati proprio in Piazza Syntagma – riguarda in particolare la stabilizzazione (e i conseguenti risparmi) del sistema pensionistico ed un aumento delle tasse per complessivi 3,6 miliardi di euro, misure che si inseriscono in un pacchetto più ampio da 5,4 miliardi di euro concordato con l’Ue e l’Fmi. Il ‘sì’ a queste misure è stato in bilico fino all’ultimo visto che in parlamento la coalizione di governo Syriza-Greci Indipendenti, guidata dal premier Alexis Tsipras, ha una maggioranza di appena due seggi.

Immediata la reazione dei greci che in migliaia sono scesi nelle strade di Atene per manifestare contro le ulteriori misure di austerity. Si sono verificati però degli incidenti quando un gruppo di anarchici ha lanciato molotov contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con i lacrimogeni per disperderli. Gli anarchici si sono poi mescolati alle migliaia di persone che stavano protestando pacificamente in piazza Syntagma.

A questo punto l’Eurogruppo di oggi potrebbe rappresentare l’ultima chance sulla Grecia per evitare di innescare una nuova, pericolosa crisi come quella dell’anno scorso che, a un mese e mezzo dal referendum sulla Brexit, non farebbe altro che aumentare ulteriormente l’incertezza sui mercati. E ancora una volta lo scontro tra i creditori di Atene si accende: l’Fmi chiede di mettere sul tavolo sin da domani la ristrutturazione del debito greco, ritenendo per altro irrealistico il raggiungimento del target di avanzo primario del 3,5% fissato dall’Ue per il 2018. E, quindi, la mancanza di credibilità delle ‘misure di contingenza’ e del meccanismo per farle scattare, proposto invece da Atene con il sostegno della Commissione per aggirare e accontentare i ‘falchi’ che vogliono rassicurazioni guidati dalla Germania.

A gettare benzina sul fuoco, la lettera della direttrice del Fmi Christine Lagarde ai ministri dell’eurozona trapelata sul Financial Times. “Crediamo che le misure di contingenza, la ristrutturazione del debito e il rifinanziamento debbano ora essere discussi contemporaneamente”.

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY