MIGRANTI, AGENTI ANTITERRORISMO INFILTRATI NEGLI HOTSPOT

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ANTITERRORISMO

L’Ue ha iniziato ad inviare agenti antiterrorismo in vari hotspot per l’accoglienza dei migranti in Italia e Grecia con l’obiettivo di identificare, e se necessario neutralizzare, combattenti jihadisti. L’operazione, coordinata dal Centro europeo contro il Terrorismo (Ectc) istituito dall’Ue all’inizio dell’anno, raggiungerà la piena operatività dopo l’estate, coinvolgendo decine di agenti. Ad annunciarlo è stato il colonnello Manuel Navarrete, il direttore dell’Ectc, in un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais.

I specialisti di Europol, i cosiddetti ‘guest officers’, hanno come obiettivo aiutare le autorità dei due paesi “a identificare i possibili terroristi, persone che avendo l’opportunità di sfruttare questo flusso di migliaia di rifugiati possono nascondersi tra di loro ed entrare in Europa. Il rischio esiste ed è un nuovo concetto che stiamo sviluppando”.

I ‘guest officers’ “sono ufficiali dei vari paesi membri, addestrati per un certo periodo da Europol per svolgere questo preciso ruolo”. Navarrete, un colonnello della  Guardia Civil, è un veterano della lotta contro l’Eta e il terrorismo separatista basco, ed ha una grossa esperienza di lotta contro il terrorismo in Africa, in particolare in Africa del nord. Il primo punto – insiste il direttore del centro europeo – è l’intelligence, in quanto “molte delle attività delle persone suscettibili di radicalizzarsi o di integrarsi a gruppi terroristici si svolgono in situazioni virtuali, attraverso internet. Molti hanno precedenti giudiziari” ed occorre scoprire come e quando si recano in paesi come la Siria.

Sono stimati tra i 3 e i 5mila -spiega Emanuele Riccardi di Ansamed – e l’istituzione del Pnr, il registro sui nomi dei passeggeri aerei, può dare una grossa mano. La minaccia è più forte adesso, con “la decisione dello Stato Islamico di inviare terroristi dalla Siria e dall’Iraq per colpire in Europa. Il coordinamento con Frontex, (l’agenzia che gestisce le frontiere esterne dell’Ue) è fondamentale”. Il ruolo dei ‘guest officers’ non è soltanto quello di identificare potenziali terroristi islamici. “E’ fondamentale – spiega Navarrete – smantellare le reti di immigrazione illegale, che possono, a qualsiasi prezzo, far entrare i terroristi. Lottando contro le reti di immigrazione irregolare partecipiamo alla guerra contro il traffico di essere umani e tocchiamo anche il tema della sicurezza, così importante per tutti”.

L’obiettivo dell’Ectc è di anticipare eventuali attacchi come quello del 13 novembre scorso a Parigi o del 22 marzo a Bruxelles. “Tutti i paesi – spiega il colonnello della Guardia Civil – hanno adattato i propri sistemi a questo tipo di minaccia, più letale, più imprevedibile. E adesso più che mai” c’è la consapevolezza che occorre condividere le informazioni e non soltanto scambiarle. Il Centro europeo possiede “informazioni relative ad altri delitti, come il traffico di armi e i crimini finanziari, che possono essere associati al terrorismo. Abbiamo il sistema di informazione di Schengen e il sistema di visti di Europol”.

 

 

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