VERITÀ PER REGENI, OGGI NUOVO VERTICE AL CAIRO Al consulente della famiglia di Giulio Regeni in Egitto, Ahmed Abdallah, sono stati imposti altri 15 giorni di custodia cautelare in carcere

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Nuovo vertice in programma oggi al Cairo sul caso Regeni. Sono cinque i tabulati telefonici, tutti di cittadini egiziani, su cui gli inquirenti italiani sono al lavoro per cercare risposte alla morte violenta di Giulio Regeni. Il traffico telefonico di cinque utenze che potrebbe “parlare” fornendo elementi utili a chi da Roma sta faticosamente tentando di mettere tasselli di verità sulla morte del ricercatore friulano trovato senza vita il 3 febbraio scorso sulla strada che dal Cairo porta ad Alessandria. Tra i ‘numeri’ che i magistrati egiziani hanno fornito agli omologhi di piazzale Clodio c’è anche quello di Mohamed Abdallah, capo del sindacato degli ambulanti. L’uomo avrebbe, secondo quanto accertato fino ad ora, avuto rapporti con Regeni che seguiva molto da vicino le vicende del sindacato e in particolare le condizioni di lavoro degli ambulanti della capitale egiziana.

Giulio, infatti, per le sue ricerche universitarie aveva partecipato ad alcuni incontri del sindacato indipendente l’ultimo dei quali prima della scomparsa e del tragico epilogo era avvenuto il 14 dicembre. In quella circostanza accadde qualcosa che colpì Regeni al punto da sentirsi in dovere di raccontarlo ad un suo amico. Durante quella assemblea, il ricercatore notò che uomo lo stava fotografando. Molto probabilmente il nostro connazionale era tra i pochi ‘occidentali’ presenti all’evento e il fatto di essere fotografato lo turbò. L’utenza di Abdallah verrà analizzata dagli specialisti del Ros e dello Sco che verificheranno le sue chiamate e i contatti avuti nella fase precedente la scomparsa di Regeni.

L’invito a funzionari del Ros e dello Sco per fare un punto della situazione è arrivato nei giorni scorsi dal procuratore generale della repubblica araba d’Egitto Ahmed Nabil Sadeq. L’incontro con gli omologhi egiziani, secondo quanto si apprende, è previsto per domenica con rientro in Italia nella giornata di lunedì. Al centro del summit gli sviluppi delle indagini svolte dopo l’incontro avvenuto a Roma il 7 e 8 aprile scorso. Non è escluso che possano avvenire scambi di documenti così come sollecitato dal pm Sergio Colaiocco, nella rogatoria inviata il 14 aprile scorso al Cairo. Nella rogatoria si chiede anche la consegna dei verbali di testimonianze e la consegna dei dati di alcune celle telefoniche.

Intanto ieri il consulente della famiglia di Giulio Regeni al Cairo Ahmed Abdallah ha ricevuto l’imposizione di altri 15 giorni di custodia cautelare in carcere. Con lui anche altre altre quattro persone delle 18 comparse davanti a un Tribunale del riesame. L’attivista che aiuta i familiari del giovane ricercatore italiano torturato a morte in Egitto e ritrovato a febbraio in circostanze poco chiare (vedi articoli correlati) ha già annunciato che farà appello. L’uomo è agli arresti con l’accusa di attività sovversiva e partecipazione a manifestazione non autorizzata del tutto scollegate al caso di Regeni, secondo quanto riportato da fonti giudiziarie. Durante l’udienza forti tensioni, quando un attivista è entrato in aula mostrando un piccolo pezzo di carta su cui era scritto in arabo “Verità per Regeni” e altri attivisti hanno cercato di fotografarlo. C’è stato un parapiglia tra uscieri e avvocati. La polizia ha requisito brevemente telefoni per cancellare le immagini. L’aula, in cui c’erano anche diversi giornalisti, è stata fatta sgomberare. I diplomatici europei presenti sono stati ‘invitati’ a lasciare l’aula dai magistrati egiziani.

Sempre ieri i genitori di Giulio Regeni sono intervenuti al flash mob organizzato da Amnesty International Italia nel pomeriggio in piazza della Scala a Milano, per chiedere verità su quello che è accaduto. Paola e Claudio, arrivati a Milano per partecipare alla XXXI assemblea generale dell’associazione che lotta in difesa dei diritti umani, hanno preso la parola per ringraziare gli attivisti e i cittadini presenti. Noi portiamo avanti la nostra lotta per Giulio e anche per tutti coloro che sono in difficoltà nei Paesi del mondo dove i diritti umani non vengono rispettati e riconosciuti. Andiamo avanti insieme”.

Dopo di lui ha preso la parola la madre Paola, che ha ringraziato Amnesty Italia per la campagna di mobilitazione per chiedere verità su quanto accaduto in Egitto al figlio. Il giallo, colore della campagna ‘Verità per Giulio Regeni’, “è diventato un colore che ormai tutti in Italia, amici, parenti, conoscenti, associamo a Giulio. Quando vediamo il giallo pensiamo a lui – ha detto -. Questo è un pensiero di pace che deve entrare in tutti noi. Per Giulio e per tutti coloro che, come lui, stanno soffrendo in altri Paesi”. La madre ha concluso dicendo “andiamo avanti insieme per lui e per tutto gli altri”.

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2 COMMENTS

  1. Forse mi sbaglio ma…. ho l’impressione che il caso Reggeni lo vogliono far divenire “un’epopea e mito” come lo è stato il caso Yara (eh si…. ultimamente …. ha perso odiens). Mi viene spontaneo chiedermi se i genitori di Giulio erano a conoscenza che il loro figlio….. non era il classico figlio che …. desiderava lavorare in una fabbrica o in un ufficio. Non era un “ricercatore”? Di certo…. non frequentava solo persone “normali” e “comuni” neppure nella sua sfera personale! E allora? Sapeva cosa si rischia a “giocare col fuoco”! È andata male ma….. per sua libera scelta! Perdonate le mie parole se sembrano “crude” ma….è proprio perché rispetto e non “metto in dubbio” la professione e i rapporti del Sig. Giulio che parlo così! Piantiamola di “metterlo in piazza”! I genitori vogliono la verità sulla morte del figlio? Che guardino dentro se stessi e rivedano la propria passata esperienza con Giulio (amicizie, persone che frequentava, luoghi, viaggi, interessi, discussioni ecc….) ed agiscano secondo la propria Coscienza. Penso che realizzeranno la Verità, forse solo nella globalità, senza entrare nello specifico, ma ritengo sia sufficiente. Del resto omai…. non può tornare in vita. È solo il mio pensiero e. … non è verità quindi…..

  2. Speriamo che i signori Regeni non leggano queste righe sconcertanti e ignobili…..Guardino dentro se stessi….agiscano secondo la propria Coscienza….ma che farneticazioni sono queste?Hanno perso un figlio nella maniera più sconvolgente si possa immaginare e devono, dovrebbero anche sopportare di sentirsi queste prediche deliranti? La signora Piera è madre? Ha una pallida ires di che cosa sia la Coscienza? La sua potrebbe ad es suggerirle di rivolgere una preghiera alla Verità che con tanta leggerezza porta in causa e chiedere di essere un po’più illuminata e prudente nelle sue espressioni…signori Regeni, per l’amor di Dio , non leggete…non state già soffrendo abbastanza?

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