CAMORRA, PADRE E FIGLIO UCCISI IN UN AGGUATO VICINO NAPOLI Filippo Esposito era il cugino di Antonio Genidoni, pregiudicato ed esponente del clan Misso

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Una vendetta trasversale organizzata da uno dei clan in guerra al rione Sanità di Napoli. Potrebbe essere questo il movente del duplice omicidio di ieri a Marano, grosso centro dell’entroterra a Nord di Napoli. Filippo Esposito, 30 anni, un precedente per rapina, è stato freddato verso mezzogiorno da alcuni sicari mentre lavorava nell’autofficina gestita insieme al padre, Filippo, 57 anni, incensurato. L’uomo, che avrebbe cercato di fare da scudo con il proprio corpo al figlio, è rimasto gravemente ferito ed è morto successivamente all’ospedale di Giugliano di Napoli. L’officina per il montaggio di impianti elettrici, condizionatori e riparazioni auto, si trova in un locale interrato di un palazzo di quattro piani in una zona molto frequentata, ma, al momento dell’agguato, il vicino mercato ortofrutticolo aveva già chiuso. Secondo quanto si è appreso dai carabinieri che stanno indagando, sul luogo del duplice omicidio non sarebbero stati rinvenuti bossoli: è probabile che a sparare sia stata una pistola a tamburo.

Filippo, originario di Mugnano, era il cugino di Antonio Genidoni, pregiudicato ed esponente del clan Misso (da poco uscito dal carcere ed ora ai domiciliari) il quale è il figliastro di Pietro Esposito, detto ‘Pierino’, boss ammazzato al rione Sanità nel novembre del 2015. Per gli investigatori i killer arriverebbero dunque proprio dal centro di Napoli. Anche un altro figlio della vittima, che ieri non era presente in officina al momento dell’agguato, sarebbe attivo negli ambienti malavitosi della Sanità. Il duplice omicidio potrebbe dunque essere una risposta all’agguato di via Fontanelle dove sono state ammazzate due persone legate ai Vastarella. Indagano i carabinieri della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise. Sul posto è intervenuto anche il pm della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli, Henry John Woodcock.

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