EXOMARS, LA SECONDA MISSIONE SUL PIANETA ROSSO SLITTA AL 2020 La missione ha come obiettivo principale studiare l'atmosfera e il sottosuolo marziano alla scoperta di eventuali tracce di vita

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Slitta di ben due anni la data di lancio prevista per la seconda parte della missione spaziale ExoMars con la quale l’Europa si appresta a inviare un piccolo rover sulla superficie di Marte, una decisione arrivata nonostante i grandi sforzi compiuti dal team di tecnici e ingegneri impegnati nella realizzazione della sonda e del rover.

Gli ingegneri dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e della Roscosmos russa, infatti, non sono riusciti a recuperare il ritardo accumulato nello sviluppo del progetto, rendendo inevitabile il rinvio della data di lancio di almeno 2 anni, nel mese di luglio 2020. La decisione è stata presa a Mosca nel corso di una riunione del Joint Steering Board di ExoMars i cui membri hanno esaminato una relazione sull’andamento dei lavori di preparazione siglata dal cosiddetto “Tiger Team”, un gruppo di lavoro composto da esperti russi ed europei.

La missione ha come obiettivo principale studiare l’atmosfera e il sottosuolo marziano alla scoperta di eventuali tracce di vita presente o passata ed è divisa in due due fasi: la prima, iniziata nel marzo 2016,  è ancora in corso ed è  partita con il lancio dal cosmodromo di Bajkonur in Kazakhstan della prima sonda diretta verso il pianeta rosso. La sonda comprende il “Trace gas orbiter” per testare la presenza di gas nell’atmosfera frutto di eventuali attività biologiche e un lander, “Schiapparelli”, una sorta di stazione meteo, destinato a sperimentare la tecnologia di discesa e atterraggio sulla superficie di Marte come di altri corpi celesti del Sistema solare. La seconda parte della missione, invece, è quella posticipata al 2020 e che prevede l’invio di un nuovo rover destinato a prelevare campioni di terreno a una profondità di due metri.

 

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