YEMEN: ATTACCO KAMIKAZE A MARIB, ALMENO 7 MORTI E 15 FERITI Al Qaeda e l'Isis hanno rafforzato la loro presenza nel Paese. Ong denuncia: "Gli Usa forniscono bombe a grappolo all'Arabia"

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attentato yemen

Sette persone sono morte e oltre 15 sono rimaste ferite in Yemen nell’attacco kamikaze compiuto in un mercato della città di Marib, situata a est di Sana’a. Lo riferiscono i media del Golfo, tra cui il sito del quotidiano Gulf News di Abu Dhabi. Fonti della sicurezza hanno detto che non è ancora chiaro chi sia responsabile per l’attacco. Al Qaida, e in seconda battuta l’Isis, hanno rafforzato le loro posizioni nel Paese nel caotico contesto della guerra civile che dal marzo del 2015 contrappone le truppe fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, sostenuto dall’Arabia Saudita, ai ribelli sciiti Houthi, vicini all’Iran. Difficili trattative di pace sono in corso in Kuwait sotto l’egida dell’Onu.

Proseguono, intanto, i raid sauditi contro le milizie sciite. Human Right Watch ha denunciato l’utilizzo di bombe a grappolo fornite dagli Stati Uniti da parte dell’aviazione di Riad. “Gli Usa dovrebbero interrompere la propria produzione e le esportazioni, aderendo al bando internazionale su questi ordigni”, è l’appello dell’Ong in un comunicato.

Gli Usa, da parte loro, stanno fornendo supporto militare, a livello di intelligence ma anche con navi e forze speciali, a sostegno delle operazioni contro al Qaida in Yemen, stando a fonti ufficiali americane. In particolare, le forze speciali hanno il compito di assistere le forze yemenite e degli emirati nella regione; non sono tuttavia dislocate nelle zone epicentro del conflitto ma operano a livello di quartier generale.

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