TURCHIA, INCENDIO IN UNA CASA: MUORE UN PADRE CON I SUOI SEI FIGLI Grave la madre, ora in ospedale; la tragedia causata da una candela rimasta accesa

446
incendio

Tragedia in Turchia, dove un padre e i suoi sei figli sono morti in un incendio, con ogni probabilità accidentale, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì a Gaziantep, nel sudest del Paese. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Dogan. Mehmet Emin Bakir, 70 anni, e i suoi sei figli, di età compresa tra i 2 e i 15, sono stati ritrovati morti a seguito del rogo che ha distrutto la loro casa. La moglie dell’uomo e madre dei sei ragazzi, la 56enne Naciye Bakir, è rimasta ferita ed è attualmente ricoverata in ospedale in grave condizioni. L’incendio, scoppiato nella casa di modesti agricoltori nel pieno della notte, sembra sia stato provocato da una candela per fare luce che ha surriscaldato del materiale infiammabile, ha indicato l’agenzia.

Prosegue intanto la crisi politica e sociale nel Paese. Dopo le dimissioni di ieri da Primo ministro e presidente del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) di Ahmet Davutoglu, , un altro segnale negativo segna il percorso che conduce al prossimo Vertice Umanitario Mondiale di Istanbul, in programma i prossimi 23 e 24 maggio. Se non bastassero le perplessità che il vertice viene organizzato in un Paese, la Turchia, dove il governo si è distinto in negativo proprio riguardo al rispetto dei diritti umani e civili, è arrivato anche il rifiuto a partecipare al meeting da parte di Medici senza frontiere (Msf), che rende nota la sua decisione con un lungo comunicato pubblicato sul proprio sito in cui si punta il dito contro Erdogan.

“L’anno scorso – si legge nel comunicato di Msf – 75 ospedali gestiti o supportati da Msf sono stati bombardati. È accaduto in violazione delle più basilari regole della guerra, che garantiscono lo status di protezione alle strutture mediche e ai loro pazienti, senza considerare se i pazienti siano civili o combattenti feriti. Al di là degli ospedali, i civili vengono feriti e uccisi dalla condotta indiscriminata delle guerre in Siria, Yemen, Sud Sudan, Afghanistan e altri paesi”. Al contempo, prosegue, “il trattamento dei rifugiati e dei migranti in Europa e altrove ha dimostrato una scioccante mancanza di umanità. Un summit umanitario in cui Stati, agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni non governative si riuniscono per discutere di queste urgenti istanze non è mai stato più necessario. Il Vertice Umanitario Mondiale di questo mese poteva essere un’occasione perfetta”.

“Tuttavia, a malincuore, siamo arrivati alla decisione di ritirarci dal vertice – conclude il comunicato -. Non abbiamo più alcuna speranza che il Whs affronterà i punti deboli dell’azione umanitaria e della risposta alle emergenze, in particolare nelle aree di conflitto o in casi di epidemie. Il focus del Whs sembrerebbe invece essere quello di incorporare l’assistenza umanitaria in una più ampia agenda sullo sviluppo e la resilienza. Inoltre, il vertice trascura di rimarcare gli obblighi degli Stati a rispettare e implementare le leggi che hanno sottoscritto sugli aiuti umanitari e i rifugiati. Mentre continuano su base quotidiana scioccanti violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti dei rifugiati, i partecipanti al Whs saranno spinti a dare il loro consenso su buone intenzioni, del tutto generali, per ‘sostenere norme’ ed ‘estinguere bisogni’”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS