AMMINISTRATIVE IN GRAN BRETAGNA, I LABOUR SPROFONDANO IN SCOZIA Vittoria definita “storica” in Scozia per gli indipendentisti dello Scottish National Party

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Seggi chiusi in Gran Bretagna dalle 22 locali di ieri sera, le 23 in Italia. Prosegue lo spoglio dei voti per le elezioni amministrative: nello specifico, i cittadini erano chiamati al voto per il rinnovo di 124 consigli comunali locali, dei sindaci di grandi città (Tra le quali Londra, Liverpool, Salfrod e Bristol) e dei parlamenti “nazionali” del Galles, della Scozia e dell’Irlanda del Nord.

I primi risultati hanno dato il Labour Jeremy Corbyn, leader del partito di opposizione, in caduta libera in Scozia dove il suo partito diventa la terza forza elettorale dietro agli indipendentisti e ai Tories; guadagna qualche consiglio comunale solo nel sud dell’Inghilterra. Voti in aumento per la formazione euroscettica lUkip di Nigel Farage. La buona performance potrebbe essere un indicatore del risultato del prossimo referendum sulla Brexit, in programma il 23 giugno. Un’eventualità preoccupante in vista della tenuta delle istituzioni comunitarie con un eventuale divorzio fra Londra e Bruxelles.

Vittoria definita “storica” in Scozia per gli indipendentisti dello Scottish National Party (Snp) che celebrano il terzo mandato consecutivo per la loro leader Nicola Sturgeon. Lo Snp si è aggiudicato finora, nel conteggio dei voti, 58 seggi su 129: non è detto che arrivi alla maggioranza assoluta (65 seggi), ma comunque si tratta di un risultato importantissimo per la formazione indipendentista che paventa la possibilità che lo Snp arrivi in futuro a proclamare un secondo referendum per staccarsi da Londra, soprattutto in caso di Brexit. Nel parlamento scozzese, il partito conservatore è finora al secondo posto, avendo scalzato il Labour dalla posizione. La formazione di Jeremy Corbyn è arrivata terza con uno dei peggiori risultati di sempre in terra di Scozia per il partito di sinistra.

Occhi puntati su Londra, dove gli elettori sono chiamati a scegliere il nuovo sindaco successore di Boris Johnson, sulla poltrona di Mayor dal 2008. Per i sondaggi, il favorito resta Sadiq Khan, labourista, 45 anni, figlio di un’autista d’autobus di origini pakistane, musulmano praticante ma anche favorevole ai diritti gay. Proprio per aver votato a favore del matrimonio fra persone dello stesso sesso, da parlamentare a Westminster, Khan ricevette nel 2013 diverse minacce di morte, vedendo il suo apparato di sicurezza rafforzato. La vittoria del Labour in una delle piazze europee più importanti e in una metropoli come quella londinese sarebbe comunque una consolazione per la dirigenza del partito, diviso ora più che mai per quel leader, Jeremy Corbyn, accusato di aver virato troppo a sinistra che sta perdendo consensi, soprattutto in Scozia.

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