CRISI DI GOVERNO IN TURCHIA: SI DIMETTE IL PREMIER DAVUTOGLU Insanabile la frattura con Erdogan. L'opposizione grida al "golpe di palazzo". Il 22 maggio la scelta del successore

519
davutoglu

Recepp Tayyp Erdogan vince la partita e ottiene le dimissioni del premier Ahmet Davutoglu. L’annuncio è arrivato al termine di un vertice del partito di maggioranza Akp, nel quale è emersa l’impossibilità per Davutolgu di proseguire il suo incarico, considerata la frattura non più rimarginabile con il presidente della Repubblica turca. Il 22 maggio l’Akp provvederà a nominare il suo successore.

La crisi di governo è scoppiata negli ultimi giorni, dopo che i vertici del partito avevano tolto a Davutoglu il potere di nominare i leader provinciali. Una mossa che gli analisti attribuiscono allo scontro con Erdogan per le sue posizioni non abbastanza “lealiste”, specie sul presidenzialismo, i diritti civili e il dialogo con i curdi. Nel suo discorso di addio, l’ex premier ha annunciato che non si candiderà al congresso ma resterà nel partito. “Il nostro rapporto di lealtà con il presidente continuerà”, ha assicurato il capo del governo, difendendo il suo lavoro alla guida dell’esecutivo turco, da quando nell’estate del 2014 ha preso il posto di Erdogan, eletto presidente.

Nelle elezioni anticipate del primo novembre scorso, l’Akp aveva ritrovato la maggioranza assoluta in Parlamento, che non aveva ottenuto in quelle precedenti di giugno. “Non vivo questa decisione come un fallimento o un dispiacere”, ha aggiunto Davutoglu. Stamani un consigliere di Erdogan ha escluso elezioni anticipate dopo la scelta del nuovo leader del partito, ma molti osservatori ipotizzano che punti a un ritorno alle urne in autunno per cercare di ottenere la maggioranza dei 2/3, necessaria per approvare la sua riforma presidenzialista della Costituzione.

Secondo Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito di opposizione, i socialdemocratici del Chp, “le dimissioni di Davutoglu non devono essere percepite come una questione interna al partito, tutti i sostenitori della democrazia devono resistere a questo golpe di palazzo”. La scelta, ha spiegato Kilicdaroglu, rientrerebbe nella strategia di Erdogan verso una riforma presidenzialista per accentrare ulteriormente il potere nelle proprie mani.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS