SONO 10 MILIONI I BAMBINI VITTIME DI ABUSI NEL MONDO, 36 MILA SONO MERCE DI COMMERCIO SESSUALE IN RETE

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bambini vittime di abusi

Si celebra oggi, 5 maggio, l’ottava Giornata mondiale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della pedofilia. In Italia, con legge del 4 maggio n. 41 del 2009, era stata istituita la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, su iniziativa legislativa dell’on. Luca Barbareschi. Tra i principali promotori di una sensibilizzazione popolare e di un intervento di legge, c’era don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter (numero verde 800 455 270), da venticinque anni impegnata nella tutela dei minori, che, in collaborazione con l’Osservatorio mondiale contro la pedofilia e con la Polizia postale, presenta ogni anno il Rapporto aggiornato sui dati di monitoraggio della Rete su questo inquietante fenomeno. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, è stato aperto un Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, con legge n. 269/1998.

L’Europa è al primo posto sul podio dell’orrore. Qui ci sono 2.655 domini web cosiddetti “di primo livello” (dove il suffisso dopo il punto indica la nazionalità e la finalità), di cui 8 in Italia. Segue l’Africa (555), quindi l’America (437) e l’Asia (373). Sono 10milioni nel mondo i bambini vittime di abusi, violenze e sfruttamento sessuale. Soltanto nel 2015 sono stati 700mila, in Italia circa 20mila (con una media di un minore su 400). Più di 36mila bambini sono stati coinvolti nel commercio di materiale sessuale in Rete: il 77 percento sotto i 9 anni, il 42 percento minore di sette. Nel 2015, sono stati quasi 10mila i siti denunciati, più di un milione e 700mila le foto con contenuto pedopornografico, riguardanti nella maggioranza bambini tra i 4 e i 13 anni, quasi 9mila erano di infanti sotto i 3 anni di età (quasi 700 di neonati e addirittura anche con ecografie allo stato prenatale), circa 80mila video. Sono esplose le segnalazioni di materiale a contenuto violento sui minori e pedopornografico sui Social: quasi 3500 segnalazioni, l’anno scorso, a fronte di 180 nel 2014. Le vittime predilette sono tra i 10 e 12 anni. Oltre 3mila internauti hanno usato il servizio di Url shortening Bitly alla ricerca di materiale pedopornografico. Soltanto in Italia, 70 siti sono stati denunciati in deep web, cioè attivi in modalità non visibile sui normali motori di ricerca, nell’Internet nascosto, spazio di libero movimento per i più efferati pedo criminal web.

Gli specialisti distinguono vari tipi di personalità del pedofilo: il seduttivo (fa regali al bambino, lo lusinga e la manipola con l’affettuosità), l’introverso (comunica poco), il voyeur/telematico (non agisce, ma si limita a visualizzare o acquistare foto e video su Internet, alimentando così il commercio di materiale pornografico di minori), il sadico (il più pericoloso, usa il bambino come un oggetto e trae piacere nel vederlo soffrire, fisicamente e psicologicamente).
Nell’immaginario collettivo, il pedofilo è un “mostro”, un “orco”, l’“uomo nero” delle fiabe. In realtà, spesso è una persona comune, all’apparenza gentile, educata, elegante, perlopiù di buona posizione sociale, e insospettabile, in molti casi un parente stretto, un familiare, un amico di famiglia o un vicino di casa.

I cyberpedofili traggono piacere dalla parola e dall’immagine e hanno la possibilità di “adescare” prede reali, da catturare poi materialmente. Esistono varie tipologie: il closed collector (collezionista da armadio), solitamente non coinvolto in abusi direttamente, che raccoglie materiale a contenuto pedopornografico; l’isolate collector (collezionista solitario), spesso anche attivo negli abusi su minori, che colleziona una specifica categoria di materiale pedopornografico; il cottage collector (collezionista da casa), che condivide le sue perversioni con altri, perlopiù all’interno delle mura di casa; il commercial collector (collezionista commerciale), coinvolto personalmente nello sfruttamento sessuale dei minori e nella produzione e commercializzazione di materiale pedopornografico.

L’associazione Meter ha messo a punto un “decalogo” per la prevenzione rivolto ai bambini: informare i genitori degli amici con cui chatta e i siti che frequenta; non pubblicare foto e video soprattutto in abiti poco “coprenti”; utilizzare Internet con cautela e per giusti scopi; non condividere dati personali sensibili; non falsificare l’età; installare l’antivirus su computer, cellulare, tablet; scaricare solo materiale gratuito e adatto al’età; non usare il web per fare del male di alcun genere ad altri (per esempio, cyberbullismo); se un interlocutore online chiede foto o propone incontri, rivolgersi a un adulto.

La Convenzione di Lazarote del Consiglio d’Europa per la prevenzione dei bambini contro gli abusi sessuali, nel 2007, ha introdotto il nuovo reato di adescamento online di minorenni. Ratificato nella legge italiana n. 172/2012. La pena prevista è di reclusione da uno a tre anni.

Il primo maggio, in Udienza a Piazza San Pietro, Papa Francesco ha rivolto questo saluto all’assemblea dei presenti: “Meter da tanti anni lotta contro ogni forma di abuso sui minori. Non dobbiamo tollerarli. Dobbiamo difendere i minori e dobbiamo punire severamente gli abusatori! Grazie per il vostro impegno e continuate con coraggio!”.

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