IN PAKISTAN UN FRANCOBOLLO PER RICORDARE UN POLITICO CRISTIANO Si tratta di S.P. Singha, uno dei maggiori sostenitori della divisione del Pakistan dall’India nel 1947

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Il Pakistan onora la memoria di un politico cristiano dedicandogli un nuovo francobollo. Il valore bollato, di 0,08 centesimi, è intitolato al leader cristiano “Dewan Bahadur” S.P. Singha, uno dei maggiori sostenitori della divisione del Pakistan dall’India nel 1947, durante la votazione che decretò l’annessione della provincia del Punjab sotto l’autorità di Islamabad e la creazione definitiva di uno Stato autonomo. Da quel voto, infatti, scaturì la partizione della regione ovest dall’India. Il francobollo, entrato in circolazione il 3 maggio, è il quarto creato per celebrare l’anniversario dell’indipendenza. Il primo venne rilasciato nel 1948 e ottenne l’approvazione del fondatore della patria Mohammed Ali Jinnah, detto “Quaid-i-Azam” (il “grande leader”).

Durante la cerimonia di presentazione, che si è svolta il 30 aprile scorso, nella residenza ufficiale del presidente Mamnoon Hussain, l’ex industriale tessile ha dichiarato: “Le nazioni evolute ricordano sempre coloro che hanno servito il proprio Paese. Dewan Bahadur (titolo onorifico coniato sotto la dominazione coloniale inglese) ha reso un servizio indimenticabile. Il Pakistan gli è grato”. Suneel Malik, direttore della Fondazione Peace and Human Development, ha dichiarato a sua volta: “È davvero importante che venga riconosciuto il contributo dato dalle minoranze nella creazione del Pakistan. Dobbiamo diffondere la conoscenza dei fatti storici, perché esiste la diffusa percezione sbagliata che solo i musulmani si siano sacrificati durante la partizione e che il Paese sia nato in nome dell’islam, per cui è destinato a proteggere gli interessi dei musulmani e glorificare una sola religione, piuttosto che rispettare tutte le fedi praticate dai cittadini”.

Esponenti cristiani e musulmani hanno accolto con favore l’iniziativa del governo, definita un importante passo in avanti per riconoscere anche il ruolo delle minoranze nella costruzione dello Stato. Shazia George, femminista cristiana e membro della Commissione del Punjab per lo status delle donne, afferma che la decisione di dedicare l’effigie all’eroe nazionale cristiano, “sarà come un ramoscello d’ulivo, in un momento in cui si diffondono estremismo ed intolleranza, e le forze armate hanno lanciato un giro di vite contro quegli elementi che fomentano odio, pregiudizio e terrore”.

Anche Zakir Shaheen, un attivista di fede islamica e direttore regionale del South Asia Partnership Pakistan (Sap-Pk), conferma: “È davvero una grande notizia di questi tempi. Apprezzo molto l’iniziativa del governo. Dobbiamo riconoscere gli sforzi e il sacrificio delle minoranze nella fondazione e nello sviluppo del Pakistan”. In questo modo, sottolinea, “promuoveremo l’armonia tra le religioni, la tolleranza e lo spirito del nazionalismo, e realizzeremo la visione di Muhammad Ali Jinnah, che sognava uguali diritti per tutti i cittadini senza discriminazione di alcun tipo”.

Politico e avvocato pakistano, Jinnah fu inizialmente nazionalista indiano divenendo poi un nazionalista islamico nell’India britannica. Venne poi fortemente ispirato da Atatürk e dalla sua Turchia laica ed espose nel 1940 l’idea di una nazione islamica indiana, denominata Pakistan. L’idea non piacque all’Indian National Congress, e, in particolare, a Mahatma Gandhi, il quale, per evitare la separazione in due Stati, al momento dell’indipendenza propose a Jinnah di diventare Primo ministro dell’India unita. La proposta fu però aspramente criticata da buona parte del Congresso Nazionale Indiano. Ciò convinse il politico dell’impossibilità, per i musulmani, di convivere alla pari in una nazione prevalentemente indù. Il 14 agosto 1947 nacque il Pakistan, ma l’uomo morì poco dopo, l’11 settembre del 1948.

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