VENEZUELA, MADURO: “OK A REFERENDUM SE LE FIRME SONO VALIDE” L'opposizione ha consegnato 1,85 milioni di firme per chiedere che al Capo di Stato venga revocato il suo ruolo

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La recente crisi energetica che ha colpito il Venezuela, ha acuito ancora una volta il dissenso popolare nei confronti del presidente Nicolas Maduro. Per questo l’opposizione ha deciso di raccogliere delle firme per chiedere che al capo di stato venga revocato il suo ruolo. dal canto suo Maduro si è detto pronto ad autorizzare il referendum se le firme raccolte saranno riconosciute valide dalle autorità elettorali.

“Se nella seconda fase dicono che le firme sono state raccolte, andremo al referendum, punto”, ha detto Maduro nel suo show televisivo settimanale, facendo riferimento alla seconda fase del processo di revoca del mandato, ossia la raccolta di quattro milioni di firme, pari al 20% dell’elettorato, chieste dal Consiglio nazionale elettorale per convocare la consultazione. Prima di allora l’opposizione deve ottenere dallo stesso Consiglio la convalida di 200.000 firme, soglia necessaria per avviare la procedura: i leader dell’opposizione hanno consegnato lunedì scorso 1,85 milione di firme. Il consiglio nazionale elettorale comincerà oggi a verificare la validità delle firme consegnate lunedì.

Jesus Torrealba, segretario del Tavolo dell’Unità Democratica (Mud, coalizione antichavista) ha annunciato che le firme sono state consegnate un giorno prima di quanto annunciato “per lasciare gli amanti della violenza con l’amaro in bocca”, in riferimento alle aggressioni stradali da parte di militanti pro governativi di cui è stato vittima. Da parte sua, l’ex candidato presidenziale antichavista Henrique Capriles ha precisato che a partire dal momento della consegna delle firme inizia il conteggio dei cinque giorni di cui dispone il Cne per verificarne l’autenticità e disporre i centri di raccolta per la seconda fase di convocazione del referendum, nella quale deve firmare il 20% degli iscritti nelle liste elettorali. “Non accetteremo in alcun modo che il Cne pretenda ostacolare questa pratica, riconosciuta dalla Costituzione”, ha avvertito Capriles.

 

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