GRANDE TORINO: 67 ANNI FA, LA TRAGEDIA DI SUPERGA Era il 4 maggio del 1949 quando l'aereo che riportava a casa la squadra del Torino si schiantò sulla collina di Superga

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Era il 4 maggio del 1949 e la la squadra di calcio del Torino, il Grande Torino, stava volando sopra la capitale piemontese di ritorno da una trasferta a Lisbona. La squadra aveva disputato una partita di beneficenza, organizzata per aiutare con l’incasso ottenuto il capitano della squadra lusitana Francisco Ferreira, a quel tempo in grosse difficoltà economiche.

Mentre il trimotore Fiat G.212 provava ad atterrare le condizioni metereologiche erano a dir poco avverse: nubi quasi a contatto col suolo, rovesci di pioggia, forte libeccio con raffiche, visibilità orizzontale scarsissima. Improvvisamente, l’aereo della Avio Linee Italiane, probabilmente per il forte vento, subì una deriva verso dritta, che lo spostò dall’asse di discesa e lo allineò con la collina di Superga invece che con la pista di atterraggio.

Intorno alle 17:03 l’aereo si schiantò contro il terrapieno della collina, dove sorge la basilica torinese, disintegrandosi in pochi secondi: a bordo l’intera squadra del Torino, i dirigenti della squadra e gli accompagnatori, l’equipaggio e tre noti giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport); Renato Tosatti (della Gazzetta del Popolo, padre di Giorgio Tosatti) e Luigi Cavallero (La Stampa). L’incidente non lasciò nessun superstite e il difficile compito di identificare le salme fu affidato all’ex Commissario Tecnico della Nazionale Vittorio Pozzo, che aveva trapiantato quasi tutto il Torino in Nazionale.

Il campionato di calcio si fermò, Il Torino fu proclamato vincitore a tavolino e gli avversari di turno, così come lo stesso Torino, schierarono le formazioni giovanili nelle restanti quattro partite. Il giorno dei funerali scesero in piazza 1 milione di persone per dare l’ultimo saluto ai giocatori: lo shock fu tale che l’anno seguente la nazionale si recò ai Mondiali in Brasile viaggiando in nave.

Il Grande Torino era una vera e propria leggenda: vincitrice di cinque scudetti consecutivi dalla stagione 1942-1943 alla stagione 1948-1949, la squadra costituiva la quasi totalità della Nazionale italiana. In suo onore, nel 2008, è stato inaugurato un museo, Il Museo del Grande Torino e della leggenda granata, ospitato nella prestigiosa Villa Claretta Assandri di Grugliasco, dove sono conservati i resti dell’aereo, tra cui un’elica, uno pneumatico e pezzi sparsi della fusoliera, ma anche le valigie di alcuni giocatori come Mazzola, Maroso ed Erbstein. Nel 2015, in ricordo della tragedia, la Fifa ha proclamato il 4 maggio come “giornata mondiale del giuoco del calcio”.

 

 

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