ALLARME IN VIETNAM: MATERIALE CHIMICO IN MARE, MIGLIAIA DI PERSONE SENZA CIBO Ad Hanoi ed in altre città del Paese, gli abitanti si sono organizzati in cortei pacifici per protestare contro l'inefficienza del governo nell'affrontare la crisi

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E’ allarme in Vietnam, dove a causa di una mori di pesci – apparentemente non dovuta a cause naturali – migliaia di persone che vivono delle risorse del mare, sono rimaste senza cibo. Sia ad Hanoi, la capitale del Paese, che ad Ho Chi Minh City, ma anche nelle maggiori città del Paese, molti abitanti della zona si sono organizzati in cortei pacifici per protestare contro l’inefficienza del governo nell’affrontare la crisi.

A partire dal 6 aprile scorso sulle coste del Paese sono comparsi centinaia di migliaia di pesci morti: la causa del decesso è ancora sconosciuta. Le accuse più pesanti, però, sono ricadute su un’azienda taiwanese dell’acciaio, cui viene rimproverato di aver inquinato in modo illegale le acque marine sottocosta.

I danni peggiori si sono registrati nelle province di Hà Tĩnh, Quảng Bình, Quảng Trị e Thừa Thiên-Huế. Da settimane il governo si interroga sulle ragioni del disastro ecologico senza dare una risposta chiara. Molti esperti indipendenti del settore imputano le responsabilità alla compagnia Hưng Nghiệp, con base nella provincia di Hà Tĩnh. Il gruppo dell’acciaio è diretto da uomini d’affari taiwanesi e cinesi sotto la bandiera dell’ex Formosa.

Secondo il quotidiano locale TuoiTre News, un pescatore della provincia Hà Tĩnh ha scoperto un lungo tubo di scarico appartenente alla compagnia che conduce acque inquinate a 17 metri sotto il livello del mare. La Hưng Nghiệp ha ammesso che ogni giorno vengono riversati 12mila metri cubi di liquido tossico. Di recente, inoltre, l’industria ha utilizzato 300 tonnellate di materiale chimico per “raffreddare” i condotti del suo sistema acquifero.

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