Con i poveri sulla via della pace

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Con grande entusiasmo ricordo la scelta dei primi obiettori di coscienza che all’inizio degli anni ’70, appena istituita la legge che prevedeva la scelta del servizio civile alternativo a quello militare, iniziavano l’avventura che ha fatto sì che centinaia di migliaia di giovani in Italia potessero servire la Patria e la Nazione in questa forma di attenzione al bene comune e per molti di condivisione con i più poveri. Una scelta pagata negli anni precedenti con il carcere da coloro che non volevano impugnare le armi. Una riscoperta della gratuità come modo di essere e di una relazione d’aiuto in cui il povero non era più oggetto di assistenza ma protagonista della storia e della propria liberazione.

Ho avuto anche io la possibilità di vivere questa esperienza molto importante nella vita, nella Comunità Papa Giovanni XXIII, a fianco di don Oreste Benzi, nella casa famiglia di Coriano, e poi prima di aprire la prima casa famiglia in Piemonte nel 1980 proprio come obiettore di coscienza. Il Servizio Civile si rifà al primato della coscienza che sente molte volte ribollire al proprio interno, nel proprio cuore la necessità di costruire una pace che parte da relazioni rinnovate, dallo sporcarsi le mani nelle pieghe della storia senza rincorrere alla pratica della lotta armata, fosse anche contro nemici e invasori.

La Satyagraha, ricerca della verità che sa percorrere nuove strade di dialogo, per gettare ponti, puntando più su ciò che unisce rispetto a quello che divide, ha aperto nuove strade, come il servizio civile internazionale con i caschi bianchi ormai impegnati in tutti i continenti per diffondere una cultura di pace che promuova i diritti fondamentali di ogni persona.

Papa Giovanni XXIII nella Pacem in Terris diceva: “Questa è la pace che chiediamo a Dio con l’ardente sospiro della nostra preghiera. Allontani Egli dal cuore degli uomini ciò che la può mettere in pericolo e li trasformi in testimoni di verità, giustizia, di amore fraterno. Illumini i responsabili dei popoli. Accenda la volontà di tutti a superare le barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità. A comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie, in virtù della sua azione, si affratellino tutti i popoli della terra e fiorisca in essi e sempre regni la desideratissima pace”.

Non ci convincerà mai la sciagura della guerra dove molti civili e militari perdono la vita, rimangono mutilati, e saremo sempre a fianco dei giovani che credono in un mondo migliore, dove il nostro sì responsabile si donerà fino in fondo per costruire nel mondo intero a fianco dei poveri la possibile via della pace.

Tratto da “Sempre”

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