MIGRANTI, 22 MORTI PER RESSA SU UN GOMMONE La tragedia si è verificata lo scorso 29 aprile, dopo il lancio di una scaletta da parte del mercantile che era nelle vicinanze dell'imbarcazione semi-affondata

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Ventidue migranti sarebbero morti cadendo dal gommone in mare o calpestati da altri “passeggeri” mentre erano in fase di attivazione i soccorsi della nave Acquarius dell’ong Sos Mediterranee. Nel natante c’erano già sei cadaveri che sono scivolati in mare e non sono stati recuperati. I sopravvissuti, 108, sono stati portati il 18 aprile scorso a Lampedusa.

E’ la prima ricostruzione fatta da testimoni alla squadra mobile di Agrigento riguardante la tragedia che si è verificata lo scorso 29 aprile, dopo il lancio di una scaletta da parte del mercantile che era nelle vicinanze del gommone semiaffondato. Nella ressa che si è creata, decine di profughi – secondo le testimonianze dei sopravvissuti – sarebbero caduti in acqua e affogati. Solo due salme sarebbero state recuperate dai soccorritori. Inoltre la squadra mobile della polizia di stato ha comunicato che sono stati arrestati i due presunti scafisti: i senegalesi Seri Sar, di 24 anni, e Diaw Abdou, di 28. Il gommone era salpato il 17 aprile dalle coste della Libia con 136 persone a bordo.

Due dei recuperati sono stati trasferiti d’urgenza in elicottero a Lampedusa per ricevere cure mediche: uno per sintomi di annegamento e l’altro per una frattura. Tra i superstiti anche un ferito d’arma da fuoco: “nella connection house in Libia c’è stata un poco di confusione per il mangiare – ha detto agli investigatori – e uno dei vigilanti ha sparato ad altezza d’uomo ferendomi ad un braccio”.

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