L’APPELLO DI ABU MAZEN “SALVAGUARDARE I CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE” L’intesa fa seguito all’Accordo Base che era stato firmato tra la Santa Sede e L'Olp

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MAZEN

La tutela della presenza dei fedeli cristiani – di tutte le confessioni – in Palestina e in Oriente “è per noi un compito e una missione”. Sono le parole che il Presidente palestinese Abu Mazen scritto nel messaggio rivolto ai cristiani in occasione della Pasqua, celebrata domenica dalle Chiese che seguono il Calendario giuliano e vissuta in Palestina come festività nazionale.

Il Capo di Stato arabo ha ribadito il proprio impegno a far tutto il possibile per onorare tale dovere, a vantaggio dell’unità e del bene comune di tutto il popolo palestinese. “Non è un segreto” si legge nel testo diffuso dal leader palestinese “che il destino dei cristiani in Medio Oriente è carico di insidie”, in una spirale che mette a rischio la convivenza, il pluralismo e la libertà religiosa. “Per questo – ha rimarcato Abu Mazen – occorre contrastare in ogni modo tutti i tentativi volti a indebolire la presenza dei cristiani autoctoni in Terra Santa”.

Nel messaggio pasquale, l’81enne politico palestinese ha voluto sottolineare che la permanenza di una comunità cristiana araba a Gerusalemme è percepita come una ricchezza e un aiuto a vivere in pienezza il pellegrinaggio ai Luoghi Santi anche dai cristiani provenienti da ogni parte del mondo, che visitano la Terra Santa soprattutto in occasione delle solennità liturgiche. Nel testo presidenziale, tra le novità positive registrate negli ultimi tempi riguardo alla presenza cristiana in Terra Santa, il Presidente ha voluto ricordare l’accordo globale tra la Santa Sede e lo Stato palestinese, firmato il 26 giugno 2015 e entrato in vigore all’inizio del 2016.

L’intesa fa seguito all’Accordo Base che era stato firmato tra la Santa Sede e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) nel 2000 ed è il risultato dei negoziati affidati a una Commissione bilaterale nel corso degli ultimi anni. L’Accordo è costituito da un Preambolo e da 32 articoli distribuiti in 8 capitoli e riguarda aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa nello Stato di Palestina, riaffermando nello stesso tempo il sostegno per una soluzione negoziata e pacifica della situazione nella regione.

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