TEMPO SCADUTO PER LA SPAGNA: IL 26 GIUGNO SI TORNA ALLE URNE

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E’ scaduto ufficialmente ieri a mezzanotte il termine per formare il nuovo governo in Spagna. Dopo quattro mesi di trattative che sono andate in fumo, Re Felipe VI firmerà, al cospetto del presidente della Camera Patxi Lopez, il decreto per sciogliere le Camere e convocare nuove elezioni, quelle previste per il 26 giugno. Dopo le consultazioni della scorsa settimana – le ultime disponibili per scongiurare il ritorno alle urne – re Felipe non ha indicato nessun candidato che potesse prendere in mano le redini del Paese e provare a formare un nuovo governo.

L’impasse politica in Spagna dura dallo scorso 20 dicembre, quando in seguito alle elezioni – da cui era uscito vincitore Mariano Rajoy, ma senza i numeri sufficienti per formare un governo di maggioranza – i quattro principali partiti della scena spagnola si sono dati da fare per trovare un accordo, ma evidentemente senza successo.

Nelle elezioni di giugno –  la cui campagna elettorale inizierà ufficialmente il 10 dello stesso mese – si affronteranno quattro partiti: le due formazioni di destra Partido Popular e Ciudadanos, i socialisti del Psoe e la sinistra radicale di Podemos.

Stando agli ultimi sondaggi un primo sorpasso, che non è riuscito a Podemos da solo nelle elezioni del 20 dicembre, potrebbe riuscire ad una coalizione con i comunisti di Izquierda Unida (Iu), che diventerebbe la prima forza della sinistra spagnola. In base alla rilevazione di Metroscopia pubblicata dal quotidiano spagnolo El Pais, Podemos-Iu avrebbe il 20,8% delle preferenze contro il 20,1% dei socialisti; immutato il primo posto del conservatore Partido Popular, apparentemente immune agli scandali di corruzione e all’immobilismo politico e accreditato del 29% delle preferenze, contro il 17,7% dei rivali di Ciudadanos.

Rispetto al voto di dicembre scorso è proprio la destra ad aver guadagnato qualche punto percentuale, soprattutto grazie a Ciudadanos (+3,8%), mentre nonostante l’impegno dimostrato per la formazione di un nuovo esecutivo il Psoe perde l’1,9% e Podemos e Iu insieme perdono il 3,6% (il -5,5% di Podemos è compensato in parte da un aumento di Iu, che ha raddoppiato i propri consensi fino ad arrivare al 6%).

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