OMICIDIO FORTUNA LOFFREDO, LA PROCURA ALLARGA L’INCHIESTA L'avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre di Chicca, ha chiesto che venga riesumato il corpicino del piccolo Antonio per ulteriori accertamenti sui resti

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fortuna loffredo

Si allarga ad altri inquilini l’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord sulla morte di Fortuna Loffredo, detta Chicca, la bimba di sei anni uccisa, secondo gli inquirenti, dal vicino di casa Raimondo Caputo, il 24 giugno del 2014, per essersi ribellata all’ennesimo tentativo di violenza sessuale.

Il caso della piccola Chicca ha riacceso i riflettori anche sulla morte avvenuta in analoghe circostanze, un anno prima, di Antonio, un bimbo di quattro anni precipitato dal settimo piano dello stesso palazzo dove abitava Fortuna. L’avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre di Chicca, ha chiesto che venga riesumato il corpicino del piccolo Antonio per ulteriori accertamenti sui resti. Indagini che però non potrebbero contribuire a fare luce su eventuali abusi di natura sessuale.

Al momento risultano iscritte nel registro degli indagati due persone, per le quali si ipotizzano i reati di false dichiarazioni al pm e favoreggiamento. In sostanza avrebbero depistato gli investigatori già dai primi momenti successivi alla morte della bambina, lanciata dall’ottavo piano dell’edificio dove abitava. Ma agli investigatori sembra piuttosto verosimile che altre persone abbiano potuto sviare le indagini e che nel palazzo ci siano altri che si siano resi responsabili di abusi su minori.

Sarebbero cinque le piccole vittime di abusi, appartenenti a tre diversi nuclei familiari. Oltre a Caputo, già in carcere per abusi sessuali su una figlia della compagna e su Fortuna, c’è la vicenda riguardante Salvatore Mucci, ovvero colui che per primo soccorse la bambina e la pose in auto agonizzante per accompagnarla in ospedale. Mucci è stato arrestato nel dicembre 2014 per abusi sessuali sulla figlia di 12 anni; pochi mesi dopo toccò alla compagna, accusata dello stesso reato.

C’è poi la stessa compagna di Caputo già da mesi agli arresti domiciliari per concorso in abusi sessuali ai danni di una delle tre figlie, in quanto avrebbe sempre assistito alle violenze del convivente senza denunciare nulla. Dalle carte dell’inchiesta emergono nuovi dettagli. Un’amichetta di Fortuna era stata intercettata mentre si confidava in casa con la madre: “Meno male che non sono andata con Chicca, altrimenti uccideva anche me”, diceva riferendosi all’ultima volta in cui la piccola vittima era stata vista allontanarsi con Caputo.

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