I VESCOVI DELLE FILIPPINE: “LE ELEZIONI SIANO STRUMENTO DI PACE” I cittadini sono chiamati alle urne il prossimo 9 maggio

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Il prossimo 9 maggio gli elettori delle Filippine sono chiamati alle urne per le elezioni nazionali in cui si voterà dalla carica di presidente fino alle amministrazioni cittadine. In vista di tale appuntamento, i vescovi dello Stato insulare del Sud-est asiatico che conta oltre 92 milioni di abitanti, per la maggior parte cattolici, hanno rivolto un appello alla cittadinanza.

“Chiunque vinca in modo onesto e si impegni per guarire le ferite e le divisioni politiche, chiunque rispetti i diritti di tutti e sia sincero nel suo timore di Dio e zelante per adempiere i suoi precetti, ha il sostegno della Conferenza episcopale delle Filippine” si legge nel testo scritto dal presidente della Conferenza episcopale delle Filippine (Cbcp), mons. Socrates Villegas, in una lettera pubblicata nei giorni scorsi e rivolta a tutti i “cari compatrioti”.

L’arcivescovo di Lingayen-Dagupan ha ribadito che la Conferenza episcopale non appoggia nessun candidato, e che ogni cittadino deve scegliere in modo autonomo chi votare. Ma, ha aggiunto il presule, il voto deve essere “una dichiarazione pubblica di fede” e “una scelta per un candidato che prende posizioni non solo precarie dal punto di vista politico ma, peggio, moralmente biasimevoli, non può e non deve essere fatta dai fedeli cattolici”. Infatti, “uno non può proclamare Cristo Re e allo stesso tempo accettare il governo di chi ha pensieri opposti”.

I filippini, prosegue nel testo mons. Villegas, si avvicinano alle urne con “un desiderio di cambiamento che è comprensibile. La nostra gente ha sofferto per l’incompetenza e l’indifferenza dei politici. Ma ciò non può prendere la forma di un sostegno ad un candidato […] che ha dichiarato in modo aperto la sua indifferenza e la sua repulsione della Chiesa e dei suoi insegnamenti morali”. Il presidente della Cbcp ha poi rinnovato il suo appello alla preghiera di ogni cittadino per la buona riuscita delle elezioni, nella forma di un rosario al giorno e l’accostamento alla Comunione.

Purtroppo, scrive il presule, “il periodo di campagna elettorale è stato pieno di rancori. Questo è deplorevole e non riguarda solo i candidati ma anche i loro sostenitori. Molte ferite sono state inflitte e anche amici stretti si sono separati per le loro differenze politiche”. Qualunque sia il risultato delle elezioni, chiede a tutti mons. Villegas, “siate strumenti di pace, di riconciliazione e di guarigione”. I vincitori non cerchino vendetta, ma rispettino “i diritti del popolo di Dio custoditi dalla Costituzione e la loro richiesta di giustizia, unità, progresso e pace”.

Nel messaggio, il presidente della Cbcp ha invocato in conclusione “la Madre Benedetta, affinché copra la nostra nazione con il suo amore materno e implori il suo Figlio di garantirci il favore di elezioni pacifiche e significative, e un governo che unifichi la nostra gente con lo sguardo rivolto a Dio e secondo il suo volere”.

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