IRAQ, ONU: NEL MESE DI APRILE MENO VITTIME CIVILI E MILITARI Il numero di morti in territorio iracheno è nettamente diminuito rispetto al mese precedente

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La missione delle Nazioni Unite in Iraq, Unami, ha diffuso un nuovo rapporto che evidenzia come nel mese di aprile le morti tra civili e militari in territorio iracheno siano nettamente diminuite rispetto al mese precedente. Una buona notizia che, però, arriva a poche ore dal duplice attacco a sud di Baghdad, che ha causato la morte di 23 persone e il ferimento di centinaia di civili.

Nel rapporto dell’Unami si evince che ad aprile ci sono state in tutto 410 vittime tra i civili, mentre i feriti sono stati 973. Per quanto riguarda i militari, invece, il numero di decessi è stato di 331, di feriti 401. Se comparati con i numeri di marzo – durante il quale il numero totale di morti è stato di 1119 – questi dati confermano un’effettiva inversione di tendenza e lasciano sperare in un miglioramento della situazione in Iraq.

Il Paese, tuttavia, continua a essere teatro di sanguinosi scontri tra esercito e terroristi e i civili, purtroppo, sono le principali vittime di questa guerra. La zona più colpita è stata la capitale, Baghdad, con 232 civili uccisi e 642 feriti, seguita dalla provincia settentrionale di Ninive, che è quasi interamente controllata dall’Isis, con 72 morti e 30 feriti. “Siamo addolorati nel vedere che le persone continuano a morire – precisa Ján Kubiš, Rappresentante speciale dell’Onu per l’Iraq – soprattutto quando si tratta di civili, che stanno senza dubbio pagando il prezzo più alto per questa guerra”.

Kubiš afferma inoltre che i terroristi cercano di uccidere più persone possibili scegliendo accuratamente luoghi affollati, come i caffè, i luoghi sacri o turistici, i mercati, “infliggendo in questo modo una sofferenza atroce alla popolazione”. Le Nazioni Unite stanno monitorando da anni le atrocità subite dal popolo iracheno, riportando nei dettagli “gli assassini, le esecuzioni in pubblico, le decapitazioni, le persone bruciate vive o buttate dall’alto degli edifici, le abitazioni rase al suolo.

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