EGITTO: IL SINDACATO DEI GIORNALISTI SI MOBILITA CONTRO IL MINISTRO DELL’INTERNO Convocata d'urgenza l'assemblea generale che proseguirà sino all'avvenuta rimozione di Magdy Abdel Ghafar

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I giornalisti egiziani chiedono la rimozione del ministro dell’Interno, Magdy Abdel Ghafar. Per mettere sotto pressione il governo il sindacato di categoria ha convocato d’urgenza un’assemblea generale che continuerà a oltranza sino a quando Ghafar resterà in carica. La decisione segue il blitz avvenuto ieri notte, quando circa 50 agenti di polizia in borghese hanno fatto irruzione nell’edificio del sindacato, situato nel centro del Cairo e poche centinaia di metri da Piazza Tahrir, epicentro della “rivoluzione” che nel 2011 portò alla deposizione del presidente Hosni Mubarak. Due giornalisti, Amr Badr e Mahmud al Saqqa, sono stati arrestati su ordine della procura perché sospettati di “incitamento alla violazione della legge sulle manifestazioni”. L’assemblea generale del sindacato dei giornalisti è presieduta dal presidente Yehia Qalash e dai membri del consiglio Karem Mahmud, Mahmud Kamel e Hanan Fikry.

Qalash ha invitato i direttori di tutti i quotidiani nazionali, i giornalisti, gli scrittori, gli ex capi del sindacato ad un incontro urgente, che dovrebbe tenersi mercoledì 4 maggio, per studiare le mosse per rispondere al blitz della polizia. Il capo del sindacato dei giornalisti ha invitato i colleghi delle altre categorie professionali a rispondere in maniera unita alla repressione del governo. “Questa azione vergognosa che ha spinto centinaia di giornalisti a riunirsi nella sede del sindacato. Questa umiliazione che può che portare alla rimozione del ministro dell’Interno”, ha detto Qalash attraverso un comunicato. Da parte sua, il dicastero smentisce di aver fatto irruzione all’interno edificio, spiegando che i giornalisti Badr e al Saqqa si sarebbero consegnati spontaneamente. Secondo la testimonianza delle guardie di sicurezza, tuttavia, agenti di polizia in borghese sarebbero entrati con la forza all’interno dell’edificio, aggredendo le guardie e arrestando i giornalisti.

Intanto il blocco parlamentare egiziano “25 gennaio-30 giugno” ha condannato l’attacco al Sindacato dei giornalisti attuato la scorsa notte da agenti di polizia in borghese. Attraverso un comunicato ripreso dal quotidiano filo-statale “Al Ahram”, il gruppo parlamentare denuncia “palesi violazioni della costituzione che obbligano lo Stato a sostenere i movimenti sindacati, proteggere la loro indipendenza e i loro diritti”, accusando in particolare il premier Sherif Ismail. Il blocco parlamentare ha spiegato che si batterà “con tutti i mezzi legali a disposizione contro queste violazioni, finché non avremo uno stato civile moderno che rispetti i diritti e le libertà, recentemente sacrificate dalla serie di violazioni da parte del governo”. Il gruppo parlamentare, inoltre, ha condannato duramente l’arresto dei giornalisti e il blitz nella sede del sindacato.

“Mai avremmo pensato di vedere episodi di questo genere dopo due rivoluzioni”, riferisce ancora il gruppo che porta il nome delle date delle sommosse che condussero, il 25 gennaio 2011 e il 30 giugno 2013, alla destituzione rispettivamente dei presidenti Hosni Mubarak e Mohamed Morsi. Le forze di sicurezza egiziane hanno condotto ieri sera un blitz nella sede del sindacato dei giornalisti nel centro del Cairo, arrestando i giornalisti Amr Badr e Mahmud al Saqqa, accusati di aver partecipato, il 25 aprile scorso, alle manifestazione per protestare contro l’accordo tra l’Egitto e l’Arabia Saudita sui confini marittimi. L’accusa nei confronti dei due giornalisti arrestati è di incitazione alle proteste. l sindacato dei giornalisti ha duramente condannato il blitz condotto dalle forze di polizia nella sua sede nel centro del Cairo.

“I giornalisti chiedono innanzitutto la destituzione del ministro dell’Interno (Magdy Abdel Ghaffar)”, ha scritto Hanan Fikry, consigliere del sindacato, sul suo account Twitter. “Il sindacato prenderà provvedimenti importanti nei confronti dell’assalto alla sede di ieri sera e per l’arresto di Badr e al Saqqa”, ha affermato invece il vicesegretario generale del sindacato, Khaled al Balshi, chiedendo un incontro urgente dell’assemblea generale dell’organizzazione per prendere una decisione riguardo alle misure da prendere.

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