REFERENDUM COSTITUZIONALE, RENZI RIBADISCE: “SE PERDO VADO A CASA” Il premier apre a Firenze la campagna per il "sì": "La riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà"

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“Nel referendum la domanda è molto semplice: sì o no. Ma lì dentro c’è molto di più: c’è la riforma istituzionale”. Lo ha detto Matteo Renzi aprendo al Teatro Niccolini di Firenze, aprendo la campagna per il “sì”. “La riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà – ha aggiunto -. Con il referendum un presidente della regione non guadagnerà più del presidente del Consiglio, ma neanche più del presidente degli Stati Uniti… Certo non si fanno le riforme per questo ma comunque…. Tutte queste cose determineranno divisione tra l’Italia che dice sì e l’Italia che sa dire solo no. Io non mi risparmio: non siamo noi a vincere questa sfida. La rottamazione non vale solo quando si voleva noi: se non riesco vado a casa. E’ essenziale che ognuno di voi si prenda un pezzettino e da domenica 15 maggio pubblicheremo come fare”.

L’Italia, sostiene il premier, “è una grande potenza mondiale ed è importante perché il mondo sia un po’ meno confuso. E’ più facile farlo perché siamo nati a Firenze, perché qui si rispettano gli altri ma sappiamo avere lo sguardo alto, anche sul mondo”. Negli ultimi anni, ha proseguito, “l’Italia aveva smarrito il filo della politica estera, c’è un grande bisogno di Italia in Europa che se no diventerebbe troppo tecnocratica”. Il Paese riparte facendo decollare gli investimenti, “cose che si sanno ma le ridico per dire che tutto quello fatto è enorme, ma non basta: la vera sfida inizia adesso. Ora ci criticano quelli che due anni fa hanno firmato il fiscal compact. Tra il 10 e il 12 maggio votiamo le unioni civili, probabilmente con la fiducia, e il 25 maggio ci sarà il voto della legge sul terzo settore”.

A chi lo accusa di essere vicino alla lobby delle banche Renzi ha risposto: “Io al massimo potrei fare la lobby degli scout… Ma anche sul tema delle banche abbiamo eliminato il meccanismo atroce e assurdo delle banche popolari, dato garanzie alle banche di credito cooperativo e salvato i correntisti di quelle banche che rischiavano di perdere le obbligazioni, per le quali si è provveduto a trovare soluzione”.

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