OMELIA A SANTA MARTA: “PICCOLE E GRANDI PERSECUZIONI TESTIMONIANO LA VITA CRISTIANA” Il Vangelo di Giovanni narra della venuta dello Spirito Santo

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Papa Francesco, nella Messa del mattino a Casa Santa Marta, ha parlato della potenza dello Spirito Santo, in grado di renderci veri testimoni di Gesù anche tra le persecuzioni, grandi e piccole, della vita. Il Pontefice ha preso spunto dalle letture odienrne, che – con l’avvicinarsi della Pentecoste – parlano principalmente della terza persoa della Santissima Trinità. Gli Atti degli Apostoli riferiscono che il Signore aprì il cuore di una donna di nome Lidia, una commerciante di porpora che nella città di Tiàtira ascoltava le parole di Paolo.

Dice il Papa: “Qualcosa, questa donna, ha sentito dentro di sé, che la spingeva a dire: ‘Questo è vero! Io sono d’accordo con quello che dice quest’uomo, quest’uomo che dà testimonianza di Gesù Cristo. E’ vero quello che dice!’. Ma chi ha toccato il cuore di questa donna? Chi le ha detto: ‘Sentite, perché è vero’? E’ proprio lo Spirito Santo, che ha fatto sentire a questa donna che Gesù era il Signore; ha fatto sentire a questa donna che la salvezza era nelle parole di Paolo; ha fatto sentire a questa donna una testimonianza. Lo Spirito dà testimonianza di Gesù. E ogni volta che noi sentiamo nel cuore qualcosa che ci avvicina a Gesù, è lo Spirito che lavora dentro”.

Nel Vangelo di oggi, tratto dal capitolo 15 di Giovanni, Gesù invita i discepoli a non scandalizzarsi, perché la testimonianza porta con sé le persecuzioni. Dalle “piccole persecuzioni delle chiacchiere”, delle critiche, a quelle grandi, di cui “la storia della Chiesa è piena, che porta i cristiani nel carcere o li porta perfino a dare la vita”: “E’ – dice Gesù – il prezzo della testimonianza cristiana. ‘Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà, crederà di rendere culto a Dio’. Il cristiano, con la forza dello Spirito, dà testimonianza che il Signore vive, che il Signore è risorto, che il Signore è fra noi, che il Signore celebra con noi la sua morte, la sua risurrezione, ogni volta che ci accostiamo all’altare. Anche il cristiano dà testimonianza, aiutato dallo Spirito, nella sua vita quotidiana, col suo modo di agire. E’ la testimonianza continua del cristiano. Ma tante volte questa testimonianza provoca attacchi, provoca persecuzioni”.

“Lo Spirito Santo che ci ha fatto conoscere Gesù – prosegue Bergoglio – è lo stesso che ci spinge a farlo conoscere, non tanto con le parole, ma con la testimonianza di vita”. “E’ buono chiedere allo Spirito Santo che venga nel nostro cuore, per dare testimonianza di Gesù; dirgli: Signore, che io non mi allontani da Gesù. Insegnami quello che ha insegnato Gesù. Fammi ricordare quello che ha detto e fatto Gesù e, anche, aiutami a portare la testimonianza di queste cose. Che la mondanità, le cose facili, le cose che vengono proprio dal padre della menzogna, dal principe di questo mondo, il peccato – prega in conclusione dell’omelia – non mi allontani dalla testimonianza”.

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