OMICIDIO FORTUNA, AGGREDITO IN CELLA RAIMONDO CAPUTO Raimondo Caputo è poi stato spostato in Isolamento a Poggioreale

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Raimondo Caputo, l’uomo di 43 anni arrestato con l’accusa di aver abusato e poi ucciso la piccola Fortuna Loffredo a Caivano (Napoli), è stato aggredito e picchiato sabato all’interno del carcere di Poggioreale da altri detenuti. I compagni di cella lo avrebbero aggredito e colpito con un pugno al volto, provocandogli un’escoriazione all’occhio, e insultandolo pesantemente. Fortunata, detta Chicca, era stata violentata a soli sei anni e scaraventata giù dall’ottavo piano del Parco Verde di Caivano, nel giugno del 2014, sembra per aver resistito alle avances dell’uomo. Caputo inoltre era già in carcere dal novembre scorso perché accusato di concorso in violenza sessuale ai danni di una delle figlie – di soli 3 anni – della sua convivente. La madre della piccola è invece agli arresti domiciliari.

Durante il pestaggio, due agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti e hanno portato Caputo spostandolo in isolamento, per motivi precauzionali per la sua incolumità, al terzo piano del padiglione “Roma” di Poggioreale. “Caputo – ha spiegato il segretario generale del Sappe, Donato Capece – era recluso nel reparto che accoglie i sex offender, le persone accusate di reati sessuali. Alcuni di loro lo hanno aggredito a calci e pugni e solo il pronto intervento degli agenti penitenziari ha evitato per lui danni più gravi”. Il procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco, ha poi precisato che Caputo “presenta i segni dell’aggressione, ma nulla di grave”. “Sicuramente – ha aggiunto Greco – nei prossimi giorni avremo contatti con la Procura di Napoli perché, ai fini della nostra inchiesta, ci interessa sapere modalità e cause che hanno portato a questa aggressione”.

Non si è saputo se il trasferimento sia stato disposto dall’autorità giudiziaria, dall’amministrazione penitenziaria o se sia stato lo stesso Caputo a chiedere di essere ristretto in una cella singola. Sull’accaduto è stata aperta un’indagine interna. Il 10 aprile scorso, alcuni sconosciuti avevano lanciato una bottiglia incendiaria contro l’abitazione in cui sta scontando gli arresti domiciliari Marianna Fabozzi, la 32 anni compagna di Caputo, causando leggeri danni a una finestra. Fabozzi è accusata di concorso in violenza sessuale sulla figlia.

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