REGINA COELI: “DIFENDERE I MINORI E PUNIRE GLI ABUSATORI”, POI LA PREGHIERA PER LA PACE IN SIRIA Al Regina Coeli Papa Francesco rivolge un appello per salvaguardare la dignità umana

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Rafforzare il dialogo per la pace di fronte alla “situazione umanitaria” della Siria; difendere i minori senza tollerarne “gli abusi”; promuovere la dignità umana nel “pieno rispetto delle normative sul lavoro e sull’ambiente”. Sono le riflessioni fatte dal Papa quest’oggi in occasione della preghiera del Regina Coeli in Piazza San Pietro, incentrato sul significato del dono dello Spirito Santo nella nostra vita.

“Il Vangelo di oggi ci riporta al Cenacolo – ricorda il Papa -. Durante l’Ultima Cena, prima di affrontare la passione e la morte sulla croce, Gesù promette agli Apostoli il dono dello Spirito Santo, che avrà il compito di insegnare e di ricordare le sue parole alla comunità dei discepoli. Lo dice Gesù stesso (cfr. Gv 14,26). Insegnare e ricordare. E questo è quello che fa lo Spirito Santo nei nostri cuori”. Quando Cristo sta per tornare al Padre, “preannuncia la venuta dello Spirito che anzitutto insegnerà ai discepoli a comprendere sempre più pienamente il Vangelo, ad accoglierlo nella loro esistenza e a renderlo vivo e operante con la testimonianza”.

Infatti, “mentre sta per affidare agli Apostoli – che vuol dire appunto inviati – la missione di portare l’annuncio del Vangelo in tutto il mondo, Gesù promette che non rimarranno soli: sarà con loro lo Spirito Santo, il Paraclito, che si porrà accanto ad essi, anzi, sarà in essi, per difenderli e sostenerli. Gesù ritorna al Padre ma continua ad accompagnare e ammaestrare i suoi discepoli mediante il dono dello Spirito Santo”.

Un altro aspetto della “missione dello Spirito Santo consiste nell’aiutare gli Apostoli a ricordare le parole di Gesù. Lo Spirito ha il compito di risvegliare la memoria, ricordare le parole di Gesù”. Cristo ha già “comunicato tutto quello che intendeva affidare agli Apostoli: con Lui, Verbo incarnato, la rivelazione è completa”. E’ compito dello “ricordare gli insegnamenti di Gesù nelle diverse circostanze concrete della vita, per poterli mettere in pratica”. E ciò “avviene ancora oggi nella Chiesa, guidata dalla luce e dalla forza dello Spirito Santo, perché possa portare a tutti il dono della salvezza, cioè l’amore e la misericordia di Dio”.

“Per esempio – prosegue Bergoglio -, quando voi leggete tutti i giorni, come vi ho consigliato, un brano, un passo del Vangelo, chiedete allo Spirito Santo: ‘Che io capisca e che io ricordi queste parole di Gesù’. E poi leggere il passo, tutti i giorni… Ma prima quella preghiera allo Spirito, che è nel nostro cuore: ‘Che io ricordi e che io capisca’”.

Dobbiamo ricordarci che “non siamo soli: Gesù è vicino a noi, in mezzo a noi, dentro di noi! La sua nuova presenza nella storia avviene mediante il dono dello Spirito, per mezzo del quale è possibile instaurare un rapporto vivo con Lui”. Questo dono, “effuso in noi con i sacramenti del Battesimo e della Cresima, agisce nella nostra vita. Ci guida nel modo di pensare, di agire, di distinguere che cosa è bene e che cosa è male; ci aiuta a praticare la carità di Gesù, il suo donarsi agli altri, specialmente ai più bisognosi”.

“E il segno della presenza dello Spirito Santo – ricorda Francesco – è anche la pace che Gesù dona ai suoi discepoli: ‘Vi do la mia pace’. Essa è diversa da quella che gli uomini si augurano o tentano di realizzare. La pace di Gesù sgorga dalla vittoria sul peccato, sull’egoismo che ci impedisce di amarci come fratelli. E’ dono di Dio e segno della sua presenza. Ogni discepolo, chiamato oggi a seguire Gesù portando la croce, riceve in sé la pace del Crocifisso Risorto nella certezza della sua vittoria e nell’attesa della sua venuta definitiva”.

 

Dopo la preghiera del Regina Coeli, il Papa indirizza il suo saluto “ai nostri fratelli delle Chiese d’Oriente che celebrano quest’oggi la Pasqua. Il Signore risorto rechi a tutti i doni della sua luce e della sua pace. Christos anesti!” Poi, con profondo dolore, segue “le drammatiche notizie provenienti dalla Siria, riguardanti la spirale di violenza che continua ad aggravare la già disperata situazione umanitaria del Paese, in particolare nella città di Aleppo, e a mietere vittime innocenti, perfino fra i bambini, i malati e coloro che con grande sacrificio sono impegnati a prestare aiuto al prossimo”. Quindi, un appello alla pace: “Esorto tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispettare la cessazione delle ostilità e a rafforzare il dialogo in corso, unica strada che conduce alla pace”.

Lo sguardo di Bergoglio è sempre rivolto all’ambiente e alla cura del creato, e saluta quanti parteciperanno alla “Conferenza Internazionale sul tema ‘Lo sviluppo sostenibile e le forme più vulnerabili di lavoro'” che si svolgerà a Roma a partire da domani. “Auspico che l’evento possa sensibilizzare le autorità, le istituzioni politiche ed economiche e la società civile, affinché si promuova un modello di sviluppo che tenga conto della dignità umana, nel pieno rispetto delle normative sul lavoro e sull’ambiente”.

Nel salutare i pellegrini provenienti dall’Italia e da altri Paesi, Papa Francesco cita “l’Associazione ‘Meter’ (presente in piazza San Pietro), che da tanti anni lotta contro ogni forma di abuso sui minori”. “Questa è una tragedia! – afferma il Pontefice -. Non dobbiamo tollerare gli abusi sui minori! Dobbiamo difendere i minori e dobbiamo punire severamente gli abusatori. Grazie per il vostro impegno e continuate con coraggio in questo lavoro!” Quindi, il tradizionale saluto: “A tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”

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