IRAQ, ASSALTO AL PARLAMENTO: ABADI ORDINA L’ARRESTO DEI MANIFESTANTI Gli sciiti, vicini al leader radicale Moqtada al Sadr, chiedevano un cambio politico e la lotta alla corruzione dilagante

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mosul

Haidar al-Abadi ha ordinato di arrestare i manifestanti che sabato hanno attaccato forze di sicurezza e deputati, danneggiando anche diverse proprietà dopo l’irruzione nel compound del Parlamento, situato nel cuore della iper-difesa “zona verde”. L’annuncio del premier iracheno giunge il giorno dopo che centinaia di manifestanti sciiti, fedeli al leader radicale Moqtada al Sadr, hanno protestato per chiedere un cambio di passo politico e nella lotta alla corruzione, facendo scattare lo stato di emergenza. Video circolati sul web mostrano un gruppo di uomini schiaffeggiare due deputati iracheni mentre cercavano di fuggire; altri manifestanti hanno invece bloccato le auto di alcuni di loro.

I “sadriani”, in particolare, hanno chiesto ad Abadi di sostituire il suo governo politico con uno di tecnici. Dopo aver abbattuto alcune barriere di cemento sono arrivati fino all’aula, dove hanno continuato la loro protesta. Qui molti di loro si sono fatti riprendere dalle televisioni seduti sugli scranni mentre urlavano slogan e cantavano. A parte l’invasione massiccia e chiassosa e il lancio di lacrimogeni da parte delle forze di sicurezza non si sono registrate violenze. Dopo aver lasciato il Parlamento in serata i manifestanti hanno portato il sit-in nella piazza antistante.

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