MILANO: INCINTA DI DUE GEMELLI, MUORE PER EMORRAGIA. LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA L'autopsia verrà effettuata probabilmente a metà della prossima settimana

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La Procura di Milano sta indagando per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in relazione alla morte di una donna di 36 anni, deceduta in una nota clinica privata per complicazioni derivanti dalla gravidanza scaturita da procreazione medica assistita cominciata all’ospedale San Raffaele. La donna era incinta al sesto mese di due gemelli e anche i feti non sono sopravvissuti.

Da quanto emerso dall’inchiesta coordinata dal pm Maura Ripamonti e dal procuratore aggiunto Nunzia Gatto, l’autopsia verrà effettuata probabilmente a metà della prossima settimana. Prima, infatti, gli inquirenti dovranno acquisire tutte le cartelle cliniche dei due ospedali e anche di quello di Busto Arsizio (Varese), dove la donna è stata visitata, e probabilmente poi anche come atto dovuto a garanzia procederanno alle iscrizioni dei medici che si sono occupati del caso nel registro degli indagati.

Il procuratore facente funzione di Milano, Pietro Forno, oltre a spiegare che l’indagine è ancora alle fasi preliminari, ha voluto precisare che si tratta della morte di una donna che era “alla 25ma settimana di gravidanza” e non di un decesso durante il parto. La donna era originaria della Valtellina ed era stata ricoverata al San Raffaele per complicazioni perché si trattava di una gravidanza definita “a rischio”. Dopo soli 4 giorni era tornata al Pronto soccorso della stessa struttura sanitaria per dolori addominali e le era stata prescritta una terapia. Dopo 2 giorni, la donna si era recata in una rinomata clinica privata, dotata di strutture specializzate e dove esiste anche un reparto di terapia intensiva neonatale, con incubatrici capaci di far sopravvivere anche bambini molto prematuri.

Stando ai primi accertamenti, la donna è deceduta per un’emorragia gastrica: i medici della clinica milanese avrebbero tentato di praticare un cesareo d’urgenza che, purtroppo, non è riuscito. Dopo aver individuato i medici che hanno seguito il caso, probabilmente ci sarà un’iscrizione di più persone nel registro degli indagati anche come atto dovuto a garanzia, proprio per permettere agli indagati di nominare consulenti di parte per seguire gli esami autoptici.

Il Ministro della Salute Lorenzin ha deciso di inviare gli ispettori della task force istituita presso il Ministero per verificare quanto accaduto negli ospedali coinvolti: composto dagli ispettori del Ministero, da professionisti nominati da Agenas, dai Carabinieri del Nas e dal rappresentante delle Regioni, il team di esperti dovrà accertare se a determinare il decesso della donna abbiano contribuito difetti organizzativi della struttura sanitaria e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e sicurezza delle cure.

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