INTERVISTA A GANDOLFINI: “IL PAPA E’ CON NOI, MA…”

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GANDOLFINI

“Il Papa ci ha invitati a essere rispettosi nel linguaggio. Gli ho fatto presente che è esattamente quello che facciamo”. Massimiliano Gandolfini ci racconta tutto dell’incontro in Vaticano con Papa Francesco. Compresa quella raccomandazione alla moderazione che il Pontefice ha voluto rivolgergli affinché il dibattito su temi nevralgici come il gender e le unioni civili non si trasformi in una rissa infruttuosa. Un invito che il presidente del Comitato “Difendiamo i nostri Figli” e promotore degli ultimi due “Family Day” ha fatto suo. “Non vogliamo essere discriminatori nei confronti di nessuno – ha detto a Interris -.La nostra lotta è contro le ideologie fuorvianti, non contro le persone”. Bergoglio, per il resto, lo ha invitato ad andare avanti, a non mollare. Esattamente ciò che Gandolfini aveva bisogno di sentirsi dire dopo alcune presunte incomprensioni con parti della gerarchia ecclesiastica.

E’ arrivato l’endorsement del Papa sui Family day. Cosa le ha detto Bergoglio?
“Ho desiderato molto di parlare a quattrocchi con il Santo Padre, perché avevo bisogno di alcune sicurezze per proseguire o non proseguire la nostra azione. E’ stato un incontro di grandissima condivisione ed empatia. Il Papa mi ha accolto come un figlio ed era quello che volevo; abbiamo potuto parlare di tante cose, alcuni temi generali e anche altri più specifici come le unioni civili e l’educazione gender nelle nostre scuole. Il Pontefice ha manifestato una totale condivisione di valori e di principi. Gli ho chiesto di essere sempre molto forte nelle sue affermazioni che per noi rappresentano la rotta da seguire”.

Avete discusso del ruolo dei laici nella società civile?
“Sì, il Papa ci ha invitato a impegnarci nell’agone politico perché si possano trovare degli strumenti legislativi, educativi e formativi che possano tradurre in pratica i principi cristiani. Io ho assicurato la nostra totale fedeltà a lui e al Magistero della Chiesa e il nostro impegno, ancor più determinato dopo questo incontro, per far riconoscere il bene anche nelle leggi dello Stato”.

Il fatto che il Papa condivida la vostra lotta cambia qualcosa nel vostro movimento?
“Ora sappiamo di non essere dei don Chisciotte che combattono contro i mulini a vento senza avere nessuno dietro. Quella del Successore di Pietro è una convalida di grandissimo valore. Da un punto di vista pratico continueremo a stare sul pezzo: col ministero dell’Istruzione per quanto riguarda i percorsi anti gender e in parlamento cercheremo di fare tutto il possibile, anche se ormai è un’impresa disperata, per fermare questa brutta legge sulle unioni civili”.

Il Pontefice ha parlato in diverse occasioni dell’ideologia gender. Ne avete discusso con lui?
“Ha ripetuto che si tratta di una colonizzazione ideologica inaccettabile e ha ribadito che è impensabile costringere un bambino a non avere un padre e una madre. Ci ha, quindi, invitati a combattere contro tutto questo”.

E’ iniziata alla Camera la discussione sulle unioni civili e presto il testo sarà in Aula, Renzi ha fatto capire che sul ddl Cirinnà potrebbe chiedere la fiducia anche a Montecitorio. Come giudicate la mossa del premier?
“E’ inaccettabile sul piano democratico. Questa legge non ha potuto passare il vaglio del confronto delle idee ed è profondamente divisiva. Il secondo ricorso alla fiducia è un nuovo schiaffo alla popolazione italiana che si era incontrata nei Family Day. Fa emergere la volontà di chiudere in fretta una partita delicata con la solita mania del fare. Ma secondo me è meglio non fare che fare male. Nel caso specifico è stato fatto male, in fretta e in maniera iniqua perché sono stati violati i diritti dei bambini. Ce ne ricorderemo, in particolare quando voteremo per il referendum istituzionale”.

Cosa pensa il Papa di questa legge, ne avete discusso?
“Si è mostrato molto amareggiato, specie sulla questione dell’utero in affitto”.

Ha parlato di un ultimo tentativo per fermare le unioni civili. Come intendete agire?
“I margini di azione sono vicini allo zero, soprattutto se verrà messa la fiducia. Al momento stiamo effettuando un forcing sul capo dello Stato su alcuni profili di incostituzionalità che andranno vagliati parola per parola. Abbiamo un documento redatto da una sessantina di costituzionalisti che presenteremo a Mattarella”.

Prima il gender nelle scuole, poi la Cirinnà, di cosa si occuperà il prossimo Family Day?
“Si tratta di due tasselli di una strategia contro l’uomo. Non ci sono solo questi temi, c’è anche la legge sulle dichiarazioni anticipate, legata a quella sull’eutanasia nonostante siano due cose diverse, e c’è il dibattito sulla liberalizzazione delle cosiddette droghe leggere, che da medico ribadisco: non esistono. E poi c’è il ddl sul divorzio express. C’è, in generale, una strategia per la destrutturazione dell’uomo. Il 28 maggio faremo una convention a Roma con aderenti e simpatizzanti in cui parleremo della missione che abbiamo davanti”.

Come dovrebbe agire la politica per tutelare le famiglie?
“La promozione della famiglia dovrebbe essere all’ordine del giorno, da un punto di vista fiscale, previdenziale ed educativo. Intervenire non significa solo fare annunci spot come quello di dare 500 euro alle famiglie numerose. Serve una vera politica che metta al centro i nuclei e soprattutto quelli con più figli. Le strategie adottate in quest’ultimo periodo non aiutano”.

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