CAIVANO: UCCISA A 6 ANNI PERCHE’ VOLEVA SFUGGIRE AGLI ABUSI

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Svolta nelle indagini sulla morte della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni che il 24 giugno 2014 sarebbe stata gettata da un terrazzo situato all’ottavo piano. La procura di Napoli, dopo due anni di indagini, ha infatti ordinato l’arresto di Raimondo Caputo, il presunto “orco” che abusava della bambina e, in seguito ad un suo rifiuto avrebbe perso la testa e l’avrebbe gettata nel vuoto uccidendola.

Caputo, vicino di casa di Fortuna, dovrà ora rispondere dell’accusa di violenza sessuale e omicidio. L’uomo è già in carcere insieme alla compagna da novembre 2015. I due, allora, furono fermati con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia di tre anni. La donna di 26 anni era madre di un altro bambino di 3 anni morto il 28 aprile 2013 precipitando anche lui dal balcone dello stesso palazzo del parco Verde di Caivano in cui morì un anno dopo Fortuna Loffredo.

“Un bravo papà”. E’ come si è sempre definito il presunto omicida, dichiarando anche di non aver mai commesso abusi sessuali verso minori e tantomeno di aver ucciso la bimba, sua vicina di casa. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, l’uomo dopo aver ricevuto in carcere la seconda ordinanza avrebbe vacillato, non perché pentito, ma “probabilmente solo perché ha iniziato a comprendere che resterà in carcere molto a lungo” ha sottolineato il colonnello Rino Coppola, Comandante del Reparto Operativo di Castello di Cisterna, che ha effettuato le indagini con la Compagnia di Casoria, guidata dal capitano Pierangelo Ianniccola.

Prima di essere arrestato a novembre del 2015 per il primo abuso sessuale contestato – quello ai danni della figlia di tre anni avuta con la compagna anch’essa arrestata e finita ai domiciliari per concorso in violenza sessuale su minore – Caputo era entrato e uscito dal carcere per una lunga serie di reati comuni, dal furto alla rapina, dal porto abusivo d’armi alla violenza a pubblico ufficiale. Sulla morte di Fortuna ha sempre detto che quel giorno, il 24 giugno 2014, non era nel palazzo, e nessuno lo ha mai contraddetto, ad eccezione proprio delle piccole vittime.

Dall’inizio delle indagini la Procura ha sempre sospettato che Fortuna fosse rimasta coinvolta in un giro di pedofilia, del quale forse anche altri bambini del Parco Verde sono vittime. Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno infatti accertato che anche altri quattro minori erano stati vittime di violenze. Inoltre tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 un’altra coppia di inquilini dello stabile era finita agli arresti per pedofilia; tra questi figurava Salvatore Mucci, colui che per primo soccorse Fortuna dopo il volo di otto piani.

Inoltre c’è il caso di Antonio, il bimbo di tre anni figlio della compagna dell’uomo arrestato, che nel 2013 aveva subito la stessa fine di Fortuna, e di altri tre minori, sempre della stessa famiglia, tra cui la migliore amica della bimba, che qualche mese fa sono stati allontanati dal Tribunale dei Minorenni di Napoli, in quanto si è scoperto che anche loro avevano subito abusi.

La svolta è arrivata solo dopo che i tre figli della compagna dell’arrestato sono stati allontanati da Parco Verde e presi in custodia dai servizi sociali. I bambini hanno infatti confermato gli abusi subiti.

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