BOOM DI TRANSAZIONI SOSPETTE NEL 2015: LO IOR CHIUDE 4800 CONTI CORRENTE Dati del rapporto annuale della lotta al riciclaggio dell'Autorità di Informazione Finanziaria vaticana

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L’Istituto per le Opere di Religione (Ior) ha chiuso quasi 5 mila conti correnti. È solo uno dei dati riportati nel rapporto annuale 2015 della lotta al riciclaggio stilato dall’Autorità di Informazione Finanziaria vaticana (Aif). Il dato più eclatante del report è il consistente aumento delle segnalazioni di operazioni sospette (544) più che triplicate rispetto alle 147 del 2014. Ma questo “non a causa di un più elevato tasso di criminalità nel settore finanziario”, precisa l’Aif. Piuttosto il dato è da attribuirsi al “rafforzamento dei sistemi di segnalazione”. Il direttore dell’Autorità Tommaso Di Ruzza ha parlato della chiusura di 4.800 conti ad ottobre dello scorso anno: “tutti i rapporti non conformi al quadro regolamentare vaticano vigente e alla politica sull’utenza adottata dallo Ior”.

Altro dato in evidenzia nel rapporto annuale è il passaggio transfrontaliero di denaro in contanti. La somma massima che si può portare passando le Porte della cittadella vaticana è di soli 10mila euro. In totale lo scorso anno sono usciti dal Vaticano, in cash, oltre 24 milioni di euro e ne sono entrati quasi 10. I dirigenti dell’Authority di vigilanza parlano di trasparenza. “La cooperazione internazionale – ha sottolineato il presidente dell’Aif, René Brulhart – resta un impegno chiave. Sono stati sottoscritti ulteriori Protocolli d’intesa con le Autorità competenti di altre giurisdizioni e lo scambio di informazioni a livello bilaterale è aumentato significativamente”.

Con la Banca d’Italia “C’è un ottimo dialogo – ha evidenziato Di Ruzza – con fiducia reciproca e comprensione delle rispettive competenze”. E nei prossimi mesi il rapporto potrebbe ulteriormente arricchirsi: “Siamo piuttosto fiduciosi – ha riferito sempre il direttore dell’Authority vaticana – che si possa formalizzare con la Banca d’Italia un accordo di collaborazione analogamente a quello con le autorità di informazione finanziaria”.

Relativamente al contrasto al finanziamento del terrorismo, l’Aif “ha rafforzato la propria attività a livello internazionale, inclusa quella con le Uif degli Stati esteri maggiormente esposti al rischio di attacchi terroristici, che nel 2015 hanno toccato tragicamente anche la regione europea”, hanno sottolineato i dirigenti, spiegando che la prevenzione cammina su un doppio binario, la selezione dei clienti Ior (“non c’è rischio che enti o persone fisiche residenti in aree geografiche a rischio possano accedere ai servizi finanziari” della banca vaticana) e le segnalazioni, da parte del Governatorato, delle persone che minacciano la sicurezza internazionale, sulla base di liste delle intelligence di tutto il mondo, per verificare eventuali coinvolgimenti in transazioni di tipo finanziario.

Infine nel rapporto, giunto alla sua quarta edizione, cambia il quadro degli enti sottoposti a vigilanza: nel 2015 sono stati Ior e Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica), ma con la fine del 2015 l’Apsa “è fuoriuscita dall’ambito di competenza dell’Aif” perché con un’ispezione in loco è stato verificato che non è un ente che svolge professionalmente attività di natura finanziaria.

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