L’IRAN ACCUSA L’ARABIA: “NON COLLABORA SUI VIAGGI ALLA MECCA” Lo scorso anno, durante una calca nel luogo sacro dell'Islam, morirono migliaia di persone, tra cui 460 iraniani.

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L’Iran ha accusato l’Arabia Saudita di non collaborare per facilitare il viaggio alla Mecca dei propri pellegrini. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Hossein Jaberi Ansari, ha riferito che Riad non ha concesso ancora i visti alla delegazione iraniana incarica di discutere con le autorità saudite le modalità del prossimo “grande pellegrinaggio annuale”, un precetto fondamentale dell’Islam. Lo scorso anno, durante una calca alla Mecca, morirono migliaia di persone, tra cui 460 iraniani.

L’Iran ne fa una questione di sicurezza, ma anche l’haji è diventato ormai un argomento di scontro politico – insieme a petrolio, Siria, Yemen, Libano – tra i due colossi religiosi della regione, il Regno saudita, araldo del sunnismo radicale wahabita, e la Repubblica islamica sciita degli ayatollah. “La pazienza di Teheran ha dei limiti”, ha avvertito il portavoce degli Esteri. Dopo la decapitazione, per motivi politici, di un leader sciita nel regno saudita e l’assalto all’ambasciata di Riad da parte di una folla inferocita a Teheran, a gennaio la Casa Reale di Saud aveva interrotto i rapporti diplomatici con la Repubblica islamica.

Tra le ritorsioni, l’Iran aveva annullato tutti i pellegrinaggi “minori” alla Mecca, non pronunciandosi però sull’Haji o pellegrinaggio maggiore, quando si mettono in moto, tra settembre e ottobre, milioni di musulmani, sunniti e sciiti, da tutto il mondo. Quest’anno la partecipazione iraniana appare sempre più in dubbio.

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