VALENTINA VEZZALI LASCIA LA SCHERMA: “DOPO OGNI FINE C’E’ SEMPRE UN INIZIO” La campionessa azzurra ha scritto una lettera a "La Gazzetta dello Sport" dove spiega che questo "è il tempo giusto per togliere la maschera e appendere al chiodo il fioretto"

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valentina vezzali

“Nella scherma oltre il senso della misura è fondamentale una buona scelta di tempo. C’è un tempo per tutto e credo che questo sia il tempo giusto per togliere la maschera, appendere il fioretto al chiodo e avviare un nuovo inizio. Dopo ogni fine c’è sempre un inizio”. Così Valentina Vezzali, l’azzurra che più ha vinto nella storia dello sport italiano, in una lettera scritta a “La gazzetta dello Sport” ha annunciato il suo ritiro.

Valentina Vezzali sale così per l’ultima volta in pedana oggi ai Mondiali a squadre di fioretto a Rio. “Lo sport è questo: sudore, sacrifici, allenamenti e poi si vince o si perde. Non è stato facile decidere di smettere. E’ stata una delle sfide più dure, perché l’avversaria in questo caso ero io stessa – ha scritto ancora la campionessa jesina nella sua lettera -. C’è però un momento per tutto e, chi fa scherma, sa che la ‘scelta di tempo’ è una degli elementi fondanti per piazzare la stoccata. Negli ultimi giorni e prima di chiudere la sacca per l’ultima volta, lo ammetto: qualche lacrima è calata giù. Ma non era tristezza, aveva un sapore diverso. In oltre venti anni di carriera ho pianto spesso, ma mai in pedana. Ho pianto per le sconfitte, ma anche per le vittorie sofferte e volute. Non mi sono mai nascosta, perché penso che in ogni lacrima sia condensata l’essenza dello sport”.

Dopo aver ringraziato le Fiamme Oro, il Club Scherma Jesi e la Federazione Italiana Scherma, le sue compagne di squadra, e tutti quelli che hanno lavorato con lei, la Vezzali ha dedicato un pensiero speciale alla sua famiglia, che è al suo fianco a Rio. “Mio marito, i miei figli, mia mamma, le mie sorelle e tutti i miei affetti hanno perdonato le assenze e lo stress da sportiva. Grazie! Ma soprattutto, grazie alla scherma e allo sport, per tutto ciò che mi hanno donato e insegnato”.

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