MARITTIMO TROVATO MORTO IN NAVE, FERITA COMPATIBILE CON UNA FRESA Oggi dovrebbe essere affidato l'incarico all'anatomopatologo per l'autopsia su Giosuè Sorrentino

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Una fresa sporca di sangue è stata trovata accanto al corpo di Giosuè Sorrentino, 35 anni, il marittimo di Sant’Agnello (Napoli) che domenica mattina è stato trovato privo di vita a bordo della petroliera “Bianca Amoretti”, in rada a Malamocco, nella laguna di Venezia. La salma era stata rinvenuta da due colleghi della vittima con la gola tagliata e lo strumento a poca distanza dal corpo; secondo fonti degli investigatori, la ferita mortale sarebbe infatti compatibile con le lame dell’attrezzo. La nave, per opportunità investigative, è stata trasferita da subito all’interno della città lagunare e portata in banchina a Marghera dove è in zona protetta.

Sulla vicenda il Pm di turno Stefano Ancillotto ha affidato le indagini alla squadra mobile lagunare che dopo i rilievi del caso ha risentito la ventina di uomini a bordo del mercantile battente bandiera italiana. Già oggi dovrebbe essere affidato l’incarico all’anatomopatologo per effettuare l’esame autoptico sul corpo del marittimo. L’esame dell’autopsia dovrebbe far luce soprattutto sulla posizione in cui si trovava il 35enne rispetto allo strumento risultato fatale, contribuendo a stabilire se si sia trattato di un suicidio, di un incidente sul lavoro o, infine, di un omicidio. Ipotesi, quest’ultima, poco probabile.

La notizia della morte di Giosuè è arrivata in poco tempo a tutta la zona di Sorrento, dove Sorrentino era molto conosciuto. Il padre Antonino, secondo quanto riportano i media campani, alla notizia della morte del figlio avrebbe accusato un malore. “Quando a perdere la vita è un ragazzo per bene, serio e dedito al lavoro, la tristezza è doppia – ha dichiarato il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani -. Per la nostra comunità si tratta di una perdita assai grave”.

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