BAMBINI IN VENDITA

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Twins

In un mondo in cui la genetica sta facendo passi da gigante, arrivando al limite inesplorato dell’etica e mettendoci di fronte al pericolo del delirio di onnipotenza, nel quale pretendiamo non di essere creature ma creatori, decidendo chi far nascere e con quali caratteristiche, assistiamo anche ad un’altra pericolosa deriva, figlia in parte dello stesso atteggiamento.

Accade in India, dove la polizia ha scoperto una clinica degli orrori nella quale i neonati indesiderati – perché figli della colpa, come si diceva un tempo, o anche solamente perché non voluti – diventano parte di un mercato nero dove la vita diventa merce. All’inizio i reietti erano solo i piccoli nati da uno stupro o da relazioni illecite, poi il business si stava allargando. Venivano consegnati a questa “baby farm” e venduti in adozione, ha detto la polizia. Due piccoli sono stati salvati grazie al blitz in ospedale, nella zona Murar di Gwalior. Altri tre sono stati venduti a coppie senza figli in Uttar Pradesh e Chattisgarh. Uno schiaffo al futuro di questi bambini.

Il dramma nel dramma è che non si parla di adozioni familiari, per quanto terribile sia concepire l’acquisto di un bambino come una merce; la situazione è ben più orribile. Molti di questi infatti sono destinati ad essere venduti come schiavi, altri destinati al mercato della prostituzione. E c’è anche l’ombra del traffico di organi dietro a questo commercio illecito.

Il direttore dell’ospedale Arun Bhadoria – come racconta The Times of India – è stato arrestato. Durante l’interrogatorio non ha voluto svelare la sorte riservata ai due bambini che sono stati trovati in ospedale. Il meccanismo era perverso quanto efficiente. La clinica aveva agenti sparsi in tutta la regione Chambal, che usava per andare a prendere le ragazze che avevano gravidanze indesiderate. Le donne o i loro genitori, se troppo piccole, venivano contattati e in cambio di soldi e dell’assoluta segretezza consegnavano il bambino una volta nato. Da lì partiva la caccia all’adozione, confidando sul desiderio di chi voleva un figlio a tutti i costi e poteva permettersi di spendere. In un caso, è stata persino cambiata una bambina con un maschietto, solo per avere un figlio di quel sesso.

neonati_india2Rani Bilkhu, della onlus Jeena international, che in passato ha lanciato campagne contro l’aborto selettivo, ha detto a Metro.co.uk: “È preoccupante che i professionisti sanitari che sono tenuti ad agire nell’interesse dei loro pazienti vengano guidati dal profitto finanziario. La tratta di esseri umani deve essere affrontata su un approccio comune“. E non è l’unico caso: in Cina anche è stata scoperta una struttura simile, in condizioni fatiscenti, in cui erano rinchiuse donne in gravidanza, molte malate di Aids con loro piccoli bambini. Neonati nutriti con cibo non adeguato, come avanzi di cibo; la polizia ne ha trovati 37. Veniva offerto del denaro alle donne per restare incinte, partorire e poi lasciare nelle loro mani i bambini che avrebbero destinati alla vendita.

Al Palash Hospital indiano, il prezzo per l’acquisto o lo scambio era di circa 1300 euro. Cinque persone sono state accusate di tratta di esseri umani e di acquisto di minori ai fini di prostituzione.

Ora le indagini stanno proseguendo, alla ricerca di altri bambini/oggetto venduti a coppie compiacenti. Dunque per fortuna in questo caso l’immonda catena di compravendite è stata spezzata. Ma le domande che restano sono molte, e inquietanti: quante altre baby farm esistono nel mondo? Quale valore si sta dando alla vita umana nel momento in cui passa il messaggio che può essere usata come merce? Siamo sicuri che la nostra civiltà, antropologicamente parlando, sia in fase di evoluzione e non piuttosto di involuzione?

L’assenza di valori, il relativismo imperante, l’incapacità di distinguere il bene e il male per ciò che sono essi stessi e non solo in funzione di cosa pensi la società, stanno diventando routine, Vale la pena svegliarsi, prima di tutto a livello culturale (e dunque denunciando, stigmatizzando, facendo conoscere ciò che accade) e poi, ovviamente, anche a livello penale, per evitare di farsi travolgere dal male.

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