VATICANO, A MAGGIO IL GIURAMENTO DI 23 GUARDIE SVIZZERE Tra le reclute anche una di lingua italiana. Parolin: "E' una missione"

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In Vaticano fremono i preparativi per il giuramento delle nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia. Quest’anno sono 23 i ragazzi che presteranno giuramento il 6 maggio. Tra di loro vi è anche un giovane di lingua italiana, che presterà giuramento sulla bandiera nella sua lingua madre. I festeggiamenti della Guardia avranno inizio il 5 maggio con un concerto e la partecipazione alla veglia di preghiera “Per asciugare le lacrime”, presieduta dal Pontefice nella basilica vaticana. Il 6 maggio la messa, la commemorazione dei caduti e, nel pomeriggio, il giuramento.

Lo scorso anno, il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, nel celebrare una Messa in San Pietro per l’occasione disse: “Il compito della guardia non è un mestiere, ma una missione, non un lavoro, ma una vocazione”. Ha poi invitato le nuove Guardie Svizzere a non accontentarsi “delle cose mediocri, effimere”, ma ad impegnarsi “con l’entusiasmo dei giovani per le cose grandi, vere, per il Signore, che è la sorgente e il fondamento di tutto. Prestando il vostro prezioso servizio – ha aggiunto – non contano solo le vostre capacità e competenze, pure importanti. Il fondamento portante, la base, è la fede nella presenza e nell’aiuto del Signore. Solo con Cristo il servizio porta crescita e da frutto, altrimenti sarebbe un funzionamento da macchina senza vita senza crescita e senza futuro”.

La data scelta per il giuramento è simbolica. Infatti, nell’anno 1527, l’Urbe venne attaccata dai lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V. Al giorno d’oggi quest’evento è conosciuto come il “Sacco di Roma”. Durante l’invasione, gli Svizzeri non avevano alcuna possibilità di vittoria, anche se hanno cercato di resistere all’assalto. Delle 189 Guardie Svizzere Pontificie, solo 42 rimasero in vita. Queste riuscirono a portare Clemente VII (il Pontefice regnante dell’epoca) a Castel Sant’Angelo, attraverso il “passetto”, salvandogli la vita. Ancora oggi, in ricordo di quest’evento, il giuramento annuale delle nuove reclute si svolge il 6 maggio. Alla cerimonia, oltre alle famiglie delle Guardie che prestano giuramento, sono presenti anche importanti rappresentanti della politica e della Chiesa.

Il giuramento, letto dal cappellano, viene ripetuto dalle nuove reclute nella versione ridotta: “Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente, il Pontefice regnante, Francesco e i suoi legittimi successori, di dedicarmi con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa. Assumo gli stessi doveri nei confronti del Collegio Cardinalizio durante la vacanza della Sede Apostolica. Prometto anche al Comandante e agli altri Superiori rispetto, fedeltà e obbedienza. Così giuro, che Dio e nostri Santi Patroni mi assistono”. Questo giorno è, probabilmente, il giorno più importante nella vita di una guardia. Quando uno svizzero giura sulla bandiera della Guardia, in armatura e uniforme di gran gala, giurano per la vita.

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