MATTARELLA A VARALLO SESIA: “E’ SEMPRE TEMPO DI RESISTENZA”

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“E’ sempre tempo di Resistenza. E’ tempo di Resistenza perché guerre e violenze crudeli si manifestano ai confini d’Europa, in Mediterraneo, in Medio Oriente”. E’ quanto ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dopo aver omaggiato il Milite Ignoto all’Altare della Patria, è volato fino Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, tra le prime zone liberate dal nazifascismo nel giugno del 1944. “E, ovunque sia tempo di martirio, di tirannia, di tragedie umanitarie che accompagnano i conflitti, lì vanno affermati i valori della Resistenza”.

“Non esiste una condizione di ‘non guerra’ – ha aggiunto Mattarella -. O si promuove la pace e la collaborazione o si prepara lo scontro futuro. Per questo è stata lungimirante la scelta di quegli statisti che, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, ricostruirono l’Europa nell’integrazione politica ed economica. I patimenti sofferti hanno fatto sì che l’Italia (e con lei altri Paesi europei), scegliesse la strada del ripudio della guerra”.

“Ricordiamo, in questo 2016, i settanta anni dal referendum istituzionale in cui gli italiani e le italiane – queste ultime per la prima volta al voto – vennero chiamati a decidere tra monarchia e repubblica – ha detto ancora il Capo dello Stato da Varallo -. E’ un filo che segna il legame tra la Resistenza, il nuovo carattere dell’Italia democratica e l’ordinamento repubblicano. E’ nel percorso, arduo ed esigente, che va dall’8 settembre 1943 alla Liberazione che troviamo le ragioni della ripresa d’Italia”.

“Il 2 giugno 1946 divenne così la conclusione di un percorso e, allo stesso tempo, un punto di partenza – ha aggiunto – . Punto di partenza, per lo sviluppo di quel confronto che avrebbe poi portato, un anno e mezzo dopo, alla Costituzione, con i suoi valori personalisti e solidaristici. Conclusione di un percorso, legato alla idea mazziniana, nel Risorgimento (e condivisa da Gioberti), di un patto nazionale dettato da una Costituente, essenziale per la nuova Italia unita”.

Nel suo discorso, Mattarella ha celebrato anche i “patrioti antifascisti“, perché “dalle loro convinzioni e dai loro comportamenti sottolinea – è nata la Repubblica”. “E’ sul 25 aprile, su questa data, che si fonda, anzitutto, la Repubblica”. La Libertà, ha ricordato il Capo dello Stato, “è nata qui, su queste montagne, con la prima ‘zona libera’, anello di quelle Repubbliche partigiane che hanno segnato la volontà di riscatto del popolo italiano; vere e proprie radici della scelta che il voto del 2 giugno 1946 avrebbe sancito”.

“Non ci può essere pace soltanto per alcuni e miseria, fame, guerre, per altri: queste travolgerebbero anche la pace di chi pensa di averla conseguita per sempre – ha detto ancora l’inquilino del Quirinale -. Settant’anni di pace ci sono stati consegnati dai nostri padri. A noi spetta il compito di continuare, di allargare il sentiero della concordia dentro l’Unione Europea e ovunque l’Europa può far sentire la sua voce e sviluppare la sua iniziativa”.

Il 25 aprile è, per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “motivo di festa per la rifondata identità italiana ed europea, per fare memoria della insurrezione generale proclamata dal Comitato nazionale di Liberazione Alta Italia, che portò a scacciare il nemico dalle principali città del Nord”. E’ un passaggio del discorso del Capo dello Stato a Varallo per le celebrazioni del 71/esimo anniversario della Liberazione.

La storia della Resistenza e del 25 aprile “ci dicono che è possibile dire no alla sopraffazione, alla violenza della guerra e del conflitto. Ci dicono che è possibile dire no all’apatia, al cinismo, alla paura”. E’ l’appello che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto ai giovani dal Teatro Civico di Varallo in occasione del 25 aprile. Questi valori, ha aggiunto Mattarella, “ci dicono che esistono grandi ideali e sogni da realizzare per cui vale la pena battersi e che vi sono buone cause da far trionfare”.

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