AUSTRIA AL VOTO PER LE PRESIDENZIALI, DEBACLE DEI PARTITI STORICI In testa ai sondaggi con il 25 per cento c’è Alexander van der Bellen, 72enne ex capo dei Verdi

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Urne aperte oggi in Austria per le elezioni presidenziali. In un clima politico rovente per le polemiche sull’immigrazione e sul Brennero, i sondaggi prevedono un vero e proprio terremoto politico. Per la prima volta dal dopoguerra rimarranno esclusi dal ballottaggio i due partiti che hanno governato il paese per oltre mezzo secolo: il sindacalista ed ex ministro socialista Rudolf Hundstorfer nei sondaggi è fermo al 15 per cento e il popolare tirolese Andreas Khol, ex presidente del parlamento viennese, sfiora appena un misero 11 per cento. I due volti storici dell’Austria non hanno nessuna possibilità di arrivare al ballottaggio del 22 maggio che deciderà il successore del presidente uscente, Heinz Fischer.

In testa ai sondaggi con il 25 per cento c’è Alexander van der Bellen, 72enne ex capo dei Verdi, economista e professore universitario dai modi pacati. Si è candidato come indipendente ma viene sostenuto (anche finanziariamente) dal suo partito. Per molti è anche il candidato favorito del centrosinistra. Nell’ultimo periodo ha fortemente criticato il governo, accusandolo di aver condotto politiche troppo dure nei confronti dei richiedenti asilo.

A un solo punto lo tallona l’ingegnere aeronautico Norbert Hofer della destra xenofoba e antieuropea dell’Fpo (destra libera nazionale) del Burgenland. Hofer è il candidato più giovane con i suoi 45 anni. Il leader dell’Fpo Heinz-Christian Strache, non voleva bruciarsi in una competizione elettorale con scarse probabilità di successo, preferendo restare in disparte in attesa delle elezioni politiche del 2018, nelle quali punta a diventare cancelliere. Hofer, grande favorito dai sondaggi dopo Van de Bellen con circa il 24% di preferenze, ha definito l’accordo sui migranti dell’Unione europea con la Turchia “fatale” e il suo obiettivo è impedire che l’Austria diventi una “terra di immigrazione”. Si è espresso contro il matrimonio gay e contro i diritti di adozione per le coppie dello stesso sesso.

Gli altri candidati sono Irmgard Griss e Richard Lugner. La Griss, classe 1946, giurista, è l’unica candidata donna e si propone come indipendente, attirando elettori conservatori e liberali. I sondaggi la danno al 21%. Se eletta, rinuncerà alla metà dei suoi emolumenti, che destinerà a un apposito fondo per finanziare iniziative nel campo dell’istruzione. Sostenitrice entusiasta dell’Unione europea, si è espressa contro il limite massimo di richiedenti asilo imposto dal governo. Lugner, classe 1932, imprenditore edile, è famoso per essere apparso in un reality show, per i suoi numerosi flirt e per la sua abitudine di pagare volti noti dello spettacolo per farsi accompagnare al balletto dell’Opera di Vienna. La sua candidatura è vista dagli analisti più come una trovata pubblicitaria che una seria offerta politica. Secondo i sondaggi, dovrebbe ottenere al massimo il 3% dei voti.

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