TURCHIA, ANGELA MERKEL IN VISITA AL CAMPO PROFUGHI DI GAZIANTEP Con lei anche il presidente del consiglio europeo Tusk e il vicepresidente della Commissione Timmermans

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GAZIANTEP

La cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente del consiglio europeo Donald Tusk e il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans sono atterrati ieri pomeriggio in Turchia, vicino alla frontiera con la Siria, per promuovere l’accordo tra Turchia e Ue. La cancelliera si è anche recata a Gaziantep nel sud del Paese, vicino alla frontiera siriana, per visitare un campo profughi e per un colloquio con il premier turco Ahmet Davutoglu. Obiettivo del viaggio, è quello di fare il punto sull’accordo siglato con Ankara tre settimane fa con l’obiettivo di fermare il flusso di profughi diretti in Europa. Secondo un alto funzionario del governo turco, l’obiettivo principale della visita sarebbe l’attuazione del contratto sui migranti, compreso il come spendere i 3 miliardi di euro di finanziamenti promessi. Mercoledì scorso, il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu aveva accusato l’Unione dicendo che c’erano stati problemi con la consegna del denaro.

Venerdì notte, poche ore prima l’arrivo della cancelliera Merkel in Turchia, almeno sei militanti islamici stranieri sospettati di legami con l’Isis sono stati arrestati dalle forze turche. Gli arresti sono stati eseguiti dalla polizia locale a Konya, capoluogo dell’omonima provincia nell’Anatolia centrale, circa 400 chilometri a nord-ovest di Gaziantep. Stando a fonti inquirenti, i sei “intendevano attentare a dignitari dello Stato e a obiettivi strategici”, e la loro cattura “ha contribuito a sventare un possibile attacco”.

Konya è una città nota per il forte radicamento di ambienti islamici ultra-conservatori, ed è stata teatro di numerose operazioni delle forze di sicurezza contro presunti circoli jihadisti. Il 27 ottobre scorso la polizia turca aveva arrestato 30 persone in un raid contro presunti militanti dello Stato islamico nel centro della città. Sette militanti erano stati uccisi e molti altri catturati in risposta al doppio attentato suicida di Ankara che uccise più di 100 persone il 10 dello stesso mese.

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