PORTO RICO: IL 57% DEI BAMBINI VIVE AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI POVERTÀ Il tasso di povertà infantile dell’isola è tre volte superiore a quello degli Stati Uniti

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PORTO RICO

Secondo un recente rapporto dell’Istituto per lo Sviluppo della Gioventù portoricano, il 57% dei giovani portoricani vive al di sotto della soglia di povertà e quasi il 41% delle famiglie con minori a carico riceve buoni pasto. A dare notizia di questa situazione allarmante è la “Jubilee Usa Network”, una rete di organizzazioni e comunità religiose impegnate a promuovere la riduzione della povertà e a trovare soluzioni alle crisi scatenate dall’indebitamento internazionale dei Paesi economicamente più deboli.

La diffusione di questi dati così preoccupanti avviene proprio mentre il Congresso statunitense dibatte le soluzioni legislative per la grave crisi economica e finanziaria di Porto Rico . “L’azione del Congresso deve includere forti, completi e organici strumenti di ristrutturazione – afferma Eric LeCompte, esperto di debito e direttore esecutivo della Ong – per portare il debito a livelli possibili da pagare”.

Il direttore sottolinea anche che la priorità del governo portoricano dovrebbe essere ridurre la povertà infantile: “la legislazione deve fissare obiettivi chiari per ridurre la povertà. Sapevamo che le cose andavano già male per i bambini, ma i nuovi dati suggeriscono che è ancora peggio di quanto pensassimo”.

Il tasso di povertà infantile dell’isola, infatti, è tre volte superiore a quello degli Stati Uniti, con circa 500 mila minori poveri e altri 786 mila che vivono in zone con elevate condizioni di povertà. Inoltre, è altissimo anche il numero di adolescenti che non studiano né lavorano, circa il doppio rispetto ai loro coetanei statunitensi, una condizione che li espone a seri rischi e, soprattutto, li mette a disposizione della criminalità locale. Si tratta di vere e proprie minacce per il benessere dei giovani, che stanno perdendo piano piano i loro diritti: “dei bambini americani stanno soffrendo sull’isola…”, conclude LeCompte, il quale ha anche scritto una lettera al Congresso affinché prende seri provvedimenti per mettere fine alle sofferenze di migliaia di minori.

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