“UOMO TRA GLI UOMINI”: AL SISTINA IL MUSICAL DEDICATO A PAPA GIOVANNI PAOLO II Inserito tra gli eventi culturali ufficiali del Giubileo, il musical ha ottenuto il patrocinio del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione

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GIOVANNI PAOLO II

“Uomo tra gli uomini. Cos’è la santità se non un sì”, il nuovo musical in due atti di Sabrina Moranti dedicato a Papa Giovanni Paolo II, sarà in scena al Teatro Sistina di Roma il 25 e 26 aprile. Inserito tra gli eventi culturali ufficiali del Giubileo, il musical ha ottenuto il patrocinio del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione presieduto da monsignor Rino Fisichella.

Uno spettacolo che ha commosso gli ambasciatori presenti in rappresentanza di 25 Paesi accreditati presso la Santa Sede durante la serata di presentazione, un musical “non narrativo ma evocativo del Papa polacco”, come spiega la stessa regista. Partendo da quel sabato 5 aprile de 2002 – quando migliaia di fedeli si radunarono in piazza San Pietro per dare l’ultimo commosso saluto al Pontefice – il pubblico viene trasportato tra suggestive scenografie, musiche e coreografie. L’opera si avvale, inoltre, delle musiche di Erika Provinzano, con gli arrangiamenti di Luigi Montagna, e delle coreografie di Paola Leste. Nel ruolo del Male recita Antonio Melissa.

“La figura di Wojtyla non appare mai sulla scena ma solo attraverso ricordi, racconti, esperienze, fotogrammi di vita di gente comune, in un continuo equilibrio tra bene e male”, precisa Sabrina Moranti. Il bene è rappresentato in scena da un gruppo di amici che, spinti dagli insegnamenti del Papa, sperimentano una rinascita esistenziale accettando con speranza la propria storia; il male, invece, è il protagonista-antagonista del musical, che tenta in modo ambiguo, ironico, a volte crudele, di osteggiare i piani di quello che chiama ‘il nemico bianco’.

In questo scontro tra bene e male emerge la figura di Giovanni Paolo II: “questo musical nasce per gratitudine – spiega ancora la regista – ma soprattutto vuole lanciare un messaggio preciso, che la santità non è qualcosa riservata ad una élite ma una chiamata universalmente valida, al di là del proprio credo o della propria cultura. E per rispondere a questa missione speciale non bisogna far altro che dire sì, giorno dopo giorno. Incondizionatamente, coraggiosamente, fiduciosamente sì”.

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