TAR: NO AGLI UFFICI POSTALI CHIUSI NEI PICCOLI CENTRI PER ECONOMIZZARE Il gestore è obbligato a "offrire agli utenti, in condizioni analoghe, un trattamento identico"

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Il Tribunale Regionale Amministrativo (Tar) della Toscana ha dato ragione ai cittadini. In uno dei passaggi della sentenza con la quale il Tar Toscana ha accolto il ricorso del Comune di Monteroni d’Arbia (Siena) nei confronti di Poste Italiane, si legge: “La chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici postali”. Il piano di Poste italiane S.p.A. – società per azioni di proprietà dello Stato italiano sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa della gestione del servizio postale in Italia, nonché di servizi finanziari, assicurativi e di telefonia mobile – prevedeva la chiusura di sedi nei piccoli centri per “economizzare”. Contrario il Tar che ha invece evidenziato l’importanza di una copertura territoriale omogenea dei servizi postali.

Con una sentenza analoga, anch’essa depositata oggi, il Tar ha dato ragione anche al Comune di San Romano in Garfagnana, in provincia di Lucca. La disciplina comunitaria e quella nazionale, spiegano i giudici amministrativi, “assegnano particolare rilievo alle esigenze degli utenti del servizio universale, evidenziando l’obbligo del gestore di ‘garantire il rispetto delle esigenze essenziali’, di ‘offrire agli utenti, in condizioni analoghe, un trattamento identico’“, ma anche di svolgere “un ruolo fondamentale nella funzione di coesione sociale ed economica sul territorio nazionale”.

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